La Linea due della metropolitana di Torino compie un passo concreto verso la realizzazione. Con la scelta recente dei treni, la definizione delle stazioni e l’avanzamento delle procedure tecniche, il progetto esce dalla dimensione programmatica per avvicinarsi ai cantieri. Oggi pomeriggio si è tenuta una Commissione consiliare inedita per soggetti coinvolti – Commissioni consiliari II^ e VI^ in congiunta con le omologhe della Circoscrizione Sei e della Regione Piemonte – e luogo: il teatro della Parrocchia risurrezione del Signore a Barriera di Milano, a poche centinaia di metri dalla sede del cantiere inaugurale del trincerone, come ha ricordato il coordinatore dell’incontro Tony Ledda.Forse è utile ricordare che il primo tratto da Rebaudengo a Porta Nuova si svilupperà per 7,7 chilometri con dieci stazioni e dodici treni. Un asse che collegherà l’area nord con il centro cittadino, toccando nodi rilevanti come la Manifattura Tabacchi, il Campus Einaudi e lo snodo ferroviario di Porta Nuova, dove è prevista l’integrazione con la Linea 1.Davanti a un uditorio composito – consiglieri e assessori di diversi enti, cittadini, studenti, tecnici – il Commissario straordinario Bernardino Chiaia ha illustrato le caratteristiche della grande opera. Sul piano tecnologico emerge una scelta precisa, controcorrente rispetto ad altri sistemi automatici: i convogli saranno a guida autonoma su ruote in acciaio e binari ferroviari tradizionali. I treni, lunghi poco più di cinquanta metri e composti da quattro casse potranno trasportare oltre quattrocento passeggeri, con spazi dedicati a biciclette e persone con disabilità. Una piattaforma tecnologica già adottata in diverse metropolitane europee è garanzia di affidabilità e continuità operativa.Particolare attenzione è riservata all’efficienza e al comfort: climatizzazione modulata in base ai passeggeri, recupero dell’energia in frenata, sistemi avanzati di filtrazione dell’aria e un’infrastruttura digitale per il monitoraggio costante dei treni e la manutenzione predittiva. Un insieme di soluzioni che richiama una concezione industriale del servizio, dove regolarità e sicurezza restano elementi centrali.Sul fronte delle opere civili, il calendario del 2026 segna passaggi decisivi: via libera dal Consiglio superiore dei lavori pubblici – approvazione del progetto di fattibilità – pubblicazione della gara entro maggio. Sono già in corso monitoraggi ambientali su aria, rumore e acque sotterranee, con centraline installate anche in scuole e presidi sanitari. Definita anche l’identità architettonica della linea, affidata a un raggruppamento internazionale guidato da UNStudio. L’obiettivo è costruire stazioni riconoscibili ma integrate nel tessuto urbano, con soluzioni che spaziano dalla continuità visiva degli accessi fino a ipotesi più ambiziose, come il collegamento della stazione Carlo Alberto con gli spazi sotterranei di Palazzo Carignano, in una logica di “stazione-museo”.
(Roberto Tartara)
