Al Salone presentato un libro sull’obiezione di coscienza

Primo appuntamento, al Salone Internazionale del Libro, per la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo impegnata, questa mattina, nello stand della Città, per la presentazione del libro di Pietro Polito: “Preferirei di NO. Fuori la guerra dalla storia”. Nel volume, il direttore del Centro studi “Piero Gobetti” racconta il diverso modo di costruire la pace attraverso la scelta dell’obiezione di coscienza. Un racconto di storia, senza retorica, per ricordare sei figure di spicco della nonviolenza nel nostro Paese, personaggi impegnati, quando l’obiezione poteva costare anche anni di carcere militare, a tracciare con coraggio l’inizio di un percorso che coinvolse in seguito migliaia di giovani. Un libro che racconta di Claudio Baglietto, Aldo Capitini, Lorenzo Milani e dei torinesi Bruno Segre, Domenico Sereno Regis, Pietro Pinna. Quest’ultimo, considerato uno dei primissimi obiettori di coscienza al servizio militare con motivazioni nonviolente, negli anni Settanta del secolo scorso contribuì ad aprire la strada verso il servizio civile alternativo alla leva militare obbligatoria. Con Aldo Capitini fu l’organizzatore della prima Marcia per la Pace Perugia-Assisi nel 1961 e, sempre con Capitini, fu fondatore del Movimento Nonviolento nel 1962. Capitini fu a sua volta un precursore dei tempi, già nel 1953 propose di stabilire “un’unità nonviolenta tra l’Occidente e gli altri continenti” attraverso la #nonviolenza, “per non ripetere la passata storia di imperi, oppressioni, distruzioni”. Più o meno negli stessi anni, il 1965, Lorenzo Milani decise di prendere una posizione ben precisa per difendere l’obiezione di coscienza dagli attacchi dei cappellani militari, che la definivano un atto di vigliaccheria, scrivendo la nota lettera “L’obbedienza non è più una virtù”. Per Grippo, le riflessioni contenute nel libro vanno controcorrente rispetto al periodo che stiamo vivendo, segnato da conflitti che sembrano non trovare soluzione: dalla guerra tra Russia e Ucraina, alla spirale di violenza in Medio Oriente, fino alle tensioni che attraversano molte altre aree del mondo. In un quadro così complesso, troppo spesso il conflitto, la guerra, il ricorso alle armi, ci vengono presentati come l’unica risposta possibile, mentre il libro di Polito invita a guardare la realtà con occhi diversi, dove la guerra e la violenza non sono un percorso inevitabile. Durante l’incontro di presentazione del #libro, sono intervenuti anche Paolo Candelari, presidente emerito del Movimento internazionale per la Riconciliazione; Alessia Vaccarotto e Lorenzo Giordano, giovani in Servizio civile presso l’Istituto storico della Resistenza e il Centro Studi “Piero Gobetti” e la presidente del Consiglio comunale di Perugia, Elena Ranfa.

Marcello Longhin