Presentato nella seduta del 21 maggio 2026 delle Commissioni Diritti e pari opportunità e Quarta, presieduta da Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – DemoS), il Report sui consultori familiari di Torino, realizzato dall’Osservatorio sulla Salute delle Donne del Comune di Torino, con il coordinamento scientifico di Tullia Todros e Norma De Piccoli.
L’assessore al Welfare Jacopo Rosatelli ha ringraziato l’Osservatorio, le associazioni e i rappresentanti sindacali per il prezioso lavoro svolto.
I consultori – ha detto – sono un fiore all’occhiello del sistema sanitario pubblico, basati sui principi di prossimità, accessibilità, non discriminazione e multi-professionalità per favorire il benessere di donne, minori e famiglie.
È importante per la Città di Torino – ha affermato l’assessore – difendere questo modello.
Nell’illustrare i contenuti del report, Tullia Todros ha precisato che sono stati analizzati i dati 2023 e quindi sono stati organizzati incontri con le persone responsabili dei centri, per raccogliere informazioni “sul campo” sul funzionamento delle strutture.
A Torino, nel 2023, erano presenti 10 consultori familiari (6 in meno rispetto al 2017) per una popolazione di 860mila abitanti. Dovrebbe essercene uno ogni 20mila abitanti – ha spiegato. Presenti anche 12 consultori pediatrici.
Sono stati registrati 23.700 utenti (57% italiani) nel 2023, la stragrande maggioranza (95%) in età riproduttiva (18-49 anni).
Sono state erogate 55.444 prestazioni, in particolare su percorso nascita (54%), promozione della salute della donna in tutte le età della vita (20%), pianificazione familiare e salute riproduttiva (14%).
Inoltre, sono stati effettuati 27.385 test di screening oncologico (programma regionale “Prevenzione Serena”).
Il punto di forza dei consultori che emerge dal report è l’elevata qualità del servizio. In particolare, il percorso nascita è riconosciuto come un’eccellenza, a Torino e in Piemonte.
Tra le criticità, emergono problemi di dimensionamento, con un numero insufficiente di consultori in città e la carenza di personale, in particolare di psicologi e assistenti sociali. Rilevate anche gravi carenze nel sistema informativo.
Secondo l’indagine, occorrerebbe ripensare la rete dei consultori, in una logica di prossimità. Sarebbe utile anche implementare gli incontri informativi nelle scuole.
È stato inoltre diffuso un questionario a 546 donne (85,8% italiane) – ha spiegato Norma De Piccoli – per rilevare la conoscenza dei servizi offerti dai consultori familiari e il grado di soddisfazione degli utenti.
Dall’analisi dei dati è emerso che le persone si rivolgono ai consultori pubblici in particolare per la prevenzione dei tumori femminili e per tutto quello che riguarda la gravidanza e il ciclo della nascita e che le donne straniere ricorrono più frequentemente delle donne italiane alle strutture pubbliche (consultori e ospedali) per questioni economiche.
Inoltre, è emersa una scarsa conoscenza dei consultori da parte delle giovani, che si rivolgono alle strutture soprattutto per aspetti legati alla contraccezione (le ragazze sotto i 26 anni hanno diritto alla contraccezione gratuita).
È importante poter ragionare sui dati e avere un quadro di prospettiva per programmare le politiche socio-sanitarie – ha affermato la presidente Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – DemoS).
Nel dibattito in Commissione, Simone Tosto (PD) ha ringraziato l’Osservatorio per il lavoro certosino e le proposte avanzate e ha suggerito di avviare una riflessione per capire come promuovere meglio la conoscenza dei servizi erogati.
Occorre rafforzare anche i servizi di ostetricia a Torino – ha affermato Silvio Viale (+Europa, Radicali Italiani) – e prestare attenzione alle esigenze reali delle donne, anche per quanto riguarda l’incontinenza urinaria femminile.
Emanuele Busconi (Sinistra Ecologista) ha chiesto approfondimenti su campagne di comunicazione e sull’intercettazione delle persone giovani.
Bisogna ribaltare la visione “ospedalocentrica” – ha detto Ivana Garione (Moderati) – e valorizzare i servizi di prossimità, potenziando gli attuali consultori, senza aprirne altri. È necessario anche incrementare i servizi in carcere – ha aggiunto.
Le giovani preferiscono rivolgersi a ginecologi privati – ha sostenuto Silvia Damilano (Torino Bellissima) – e occorre quindi lavorare per rendere più attrattivi i consultori.
Luca Pidello (PD) ha annunciato un approfondimento in Commissione Legalità sulla salute femminile in carcere, in programma nella seduta del 4 giugno 2026.
Massimiliano Quirico
