
Per chi arriva da un Paese lontano e cerca di costruire un nuovo percorso di vita sotto la Mole, i palazzi delle istituzioni rischiano spesso di apparire
come fortezze inaccessibili, luoghi distanti e legati soltanto alla burocrazia. Abbattere questo muro invisibile è uno degli obiettivi cruciali di “Fa bene Mamme”, il progetto promosso da Fa bene Community APS che, giunto quest’anno alla sua quinta edizione, propone un ricco calendario estivo di laboratori di cucina, attività sportive, visite culturali nei musei e incontri diretti con la Città e i suoi amministratori.
Questa mattina, le donne aderenti al progetto, una quindicina provenienti da Sudan, Senegal e da altri Paesi africani e dall’America Latina, hanno vissuto un’esperienza che unisce il valore educativo a quello umano, un passo concreto verso una cittadinanza attiva e consapevole, in cui Torino si conferma una città capace di ascoltare e fare rete.
Dopo una visita alle sale di Palazzo Civico che raccontano pagine di storia della città, sono state accolte dalla Presidente del Consiglio Comunale, Maria Grazia Grippo e dalla consigliera comunale Tiziana Ciampolini.
Obiettivo dell’incontro, creare le condizioni necessarie ad accorciare le distanze e mostrare il volto di una Torino accogliente, inclusiva e aperta al dialogo.

La Presidente del Consiglio Comunale, Maria Grazia Grippo, illustrando il funzionamento dell’Aula consiliare, ha sottolineato come la città si sia evoluta storicamente attraverso diverse ondate migratorie, definendo Torino una comunità plurale ed accogliente. Attraverso testimonianze dirette, è emersa l’importanza dei progetti sociali che offrono supporto linguistico e spazi di socialità utili per combattere l’isolamento delle madri straniere. Durante il confronto sono stati toccati temi come la rappresentanza femminile nelle istituzioni e la conciliazione, da parte delle donne, tra vita privata, impegno pubblico e lavoro. La Presidente, in questo senso, ha incoraggiato le presenti a perseguire l’autonomia individuale e l’istruzione, ribadendo che ogni nuovo cittadino contribuisce a costruire la “casa comune” del futuro.
F.D’A.
