Nell’ambito del programma di monitoraggio di analisi e di conoscenza promosso dalla IV Commissione Consiliare Sanità e Servizi Sociali della Città di Torino, presieduta da Vincenzo Camarda, l’audizione del direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute e della Scienza, Livio Trachida, è stata un’opportunità per delineare, attraverso un quadro di numeri e di prestazioni, la portata del più grande polo sanitario e scientifico del Piemonte e d’Italia.
I dati illustrati in sede di commissione restituiscono l’immagine di un vero e proprio colosso organizzativo ed economico, costituito da una forza lavoro complessiva di 9.578 dipendenti, distribuiti tra i presidi storici delle Molinette, del Centro Traumatologico Ortopedico, dell’Ospedale Infantile Regina Margherita e del Sant’Anna. Sotto il dell’organico, la componente afferente direttamente alla direzione sanitaria rappresenta la quasi totalità della forza operativa, attestandosi tra il 96 e il 97 per cento del totale, a fronte di una quota universitaria integrata nelle attività assistenziali pari a circa il 3-4 per cento. Personale medico, tecnici e infermieri operano all’interno di un patrimonio immobiliare di straordinaria estensione, che si sviluppa su oltre 450.000 metri quadrati complessivi suddivisi in circa 30 padiglioni, dei quali oltre 250.000 metri quadrati fanno capo al solo complesso centrale delle Molinette, struttura presso la quale si registra un flusso medio quotidiano stimato in circa 15.000 persone tra operatori, utenti e visitatori.
L’imponenza delle dimensioni fisiche si riflette direttamente su volumi di attività sanitaria. L’Azienda garantisce circa 80.000 ricoveri all’anno tra regime ordinario e day hospital, poggiando su una dotazione di circa 990 posti letto attivi destinata a salire a 1.317 unità nella prospettiva dei futuri riassetti programmati. Il carico sostenuto dalla rete delle emergenze è in grado di assorbire oltre 170.000 accessi annuali nei diversi punti di primo intervento specializzati; tra questi, il Pronto Soccorso generale delle Molinette gestisce da solo circa 70.000 ingressi l’anno, facendosi carico di oltre 3.000 codici rossi talvolta ad altissima complessità clinica. A questo quadro si aggiunge un’attività ambulatoriale e diagnostica con un volume di oltre 1.760.000 prestazioni specialistiche e interne e in circa 7,5 milioni di esami di laboratorio, dei quali quasi 3 milioni erogatiperi utenti esterni.
A fronte di una produzione sanitaria di eccellenza, che vede la Città della Salute affermarsi come primo centro italiano per l’attività di trapianto d’organo con 488 interventi annui — tra cui il primato nazionale di 188 trapianti di fegato —, la gestione operativa deve tuttavia confrontarsi con limiti strutturali. L’anzianità degli immobili, le cui strutture originarie risalgono al 1935 per il complesso delle Molinette e al 1965 per il presidio CTO, impone infatti interventi manutentivi continui e pone rilevanti limitazioni logistiche all’installazione delle apparecchiature tecnologiche di più recente generazione, spesso caratterizzate da ingombri e pesi elevati. L’audizione ha evidenziato due facce di una stessa medaglia dell’azienda ospedaliera capace di esprimere punte d’eccellenza mondiale e di assicurare una risposta fondamentale alla domanda di salute cittadina, ma chiamata quotidianamente a bilanciare l’elevata qualità delle cure con la complessità di una cornice infrastrutturale datata.
