Quanto pesa il lavoro delle donne, spesso silenzioso e non adeguatamente considerato, e come mantenere un equilibrio tra salute, responsabilità familiari e carriera?
Per rispondere a queste domande e proporre possibili soluzioni, la Città Metropolitana di Torino e la Fondazione Faro hanno organizzato il convegno “Cariche di cura – Il lavoro invisibile delle donne tra salute, famiglia e occupazione”.
All’iniziativa, che si è svolta venerdì 18 settembre 2026 nella Sala panoramica del grattacielo della Città Metropolitana di Torino in corso Inghilterra 7, ha partecipato la presidente del Consiglio Comunale, Maria Grazia Grippo, in rappresentanza della Città di Torino.
Nel suo saluto istituzionale, la presidente della Sala Rossa ha sottolineato il valore della cura, indispensabile alla vita delle persone e al funzionamento della società, ma che spesso si realizza al di fuori dei luoghi tradizionali del lavoro e incide su orari, possibilità di lavoro e di carriera, sul reddito e sulla contribuzione. E – ha aggiunto – incide soprattutto sul benessere delle persone. Non è una questione familiare, ma sociale, che richiede di agire sulle disuguaglianze. Servono servizi adeguati per incidere concretamente sul lavoro di cura – ha dichiarato.

La Città di Torino si è posto il problema – ha detto Maria Grazia Grippo – e nel Piano integrato di attività e organizzazione (Piao) 2026-2028 ha messo in campo strumenti per conciliare le esigenze di vita e lavoro.
Così come – ha affermato – la Fondazione Faro, che offre cure personalizzate e promuove un modello di approccio olistico, che tiene in considerazione non solo chi riceve le cure, ma anche la sua famiglia.
Dobbiamo rendere visibile la cura e liberarci dall’idea che la cura abbia un genere – ha concluso la presidente della Sala Rossa.
Il carico di cura e il carico mentale ricade sulle donne e non finisce con la giornata lavorativa – ha ribadito la consigliera metropolitana Rossana Schillaci. Bisogna cambiare la cultura e distribuire correttamente i carichi all’interno della coppia e della famiglia e fornire servizi appropriati – ha dichiarato.
Chiara Cerrato, consigliera di parità della Regione Piemonte, ha evidenziato le difficoltà lavorative delle donne che si occupano della cura, con un part time involontario triplo rispetto agli uomini.
La Regione Piemonte – ha spiegato – sta lavorando per promuovere la certificazione di genere, tra le imprese, ma anche nella Pubblica Amministrazione, e agevolare la genitorialità.
Il direttore generale della Fondazione Faro, Luigi Stella, ha quindi ringraziato le Istituzioni per la grande vicinanza all’organizzazione e ha illustrato il lavoro svolto dall’associazione per intercettare le fragilità – la solitudine e le povertà, non solo economiche – e generare nuove progettualità.
Una società è migliore e più giusta se riconosce il valore della cura e anche il suo peso – ha concluso.
Massimiliano Quirico
