Partire dalla storia della Gam per rilanciare il museo a livello internazionale. La Fondazione Torino Musei è intervenuta nella seduta del 16 settembre 2026 della Commissione Cultura, presieduta da Lorenza Patriarca (PD), per illustrare il progetto di riqualificazione della Galleria civica d’Arte Moderna e contemporanea.
Il presidente della fondazione, Massimo Broccio, ha illustrato la genesi dell’edificio: quasi un’astronave, una struttura visionaria pensata negli anni Cinquanta, la prima al mondo realizzata appositamente per ospitare un museo civico – ha spiegato – e che accoglie la prima biblioteca d’arte in Italia, con 1.400 volumi, seconda in Europa soltanto al Centre Pompidou di Parigi.
Abbiamo lavorato alla riqualificazione basandoci su questo spirito avanguardistico per rilanciare la Gam – ha affermato.
Abbiamo iniziato – ha precisato – riaprendo il secondo piano e il bar e rivedendo il foyer, ma c’è un progetto di riqualificazione complessiva, che guarda al futuro, grazie all’impegno della Città di Torino e della Compagnia di San Paolo, con un’attenzione particolare a sostenibilità e accessibilità, ma anche a nuovi modelli di fruizione.
Abbiamo immaginato una nuova piazza, un nuovo luogo civico da vivere – ha detto Massimo Broccio, spiegando che al concorso internazionale per la progettazione, vinto dallo studio olandese Mvrdv, hanno aderito 49 studi da tutto il mondo.
L’ingegnere Stefano Gulia, responsabile del Settore tecnico della Fondazione Torino Musei che ha seguito il concorso e ora segue la progettazione, ha quindi illustrato le caratteristiche del nuovo spazio espositivo, che sarà molto flessibile e modulare.
Verranno ripristinati i lucernari previsti dal progetto architettonico originario per recuperare la luce naturale e aumenteranno gli spazi espositivi, per dare maggiore visibilità alla ricca collezione di opere d’arte della Gam.
Sono previsti quattro livelli: un piano interrato (che ospiterà un deposito delle opere aperto al pubblico) e tre fuori terra.
Al piano terra è previsto uno spazio pubblico, civico, interamente fruibile senza necessità di acquistare il biglietto di ingresso al museo, con auditorium, biglietteria, bookshop, area bar e ristorazione.
Al primo piano (manica lunga e manica corta) troveranno posto le collezioni permanenti, mentre le mostre temporanee saranno collocate al secondo piano (anche se è possibile prevedere allestimenti pure al piano interrato).
Nel dibattito in Commissione, Ivana Garione (Moderati) e Amalia Santiangeli (PD) hanno chiesto approfondimenti sulle tempistiche di realizzazione del nuovo progetto; Pierlucio Firrao (Torino Bellissima) su budget e finanziamenti; Caterina Greco (PD) su consumi energetici e sostenibilità ambientale e sulla collocazione della biblioteca d’arte; Valentino Magazzù (PD) su spazi per lo studio; Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – DemoS) su efficientamento energetico e promozione del nuovo museo.
L’assessora alla Cultura, Rosanna Purchia, ha sottolineato la grande vitalità culturale della città e ha dichiarato che stanno proseguendo le interlocuzioni per una collocazione temporanea di parte della collezione della Gam prima della sua riapertura.
Nella replica, il presidente Massimo Broccio ha spiegato che ci vorrà ancora un anno per concludere la fase di progettazione. L’esecuzione dei lavori – ha annunciato – potrebbe durare un paio d’anni, oppure tre/quattro anni se si deciderà di procedere a una riapertura parziale del museo prima della fine di tutti i lavori.
Il budget attuale – ha affermato – è di 27,5 milioni di euro, interamente finanziati dalla Compagnia di San Paolo, ma potrebbe essere aggiornato per l’aumento dei costi di produzione.
Massimiliano Quirico
