La piazzetta davanti alla chiesa di San Michele Arcangelo, all’angolo tra via Ivrea e corso Vercelli, nella Circoscrizione 6, da questa mattina è ufficialmente dedicata a don Mario Bo.
Questa mattina, allo scoprimento della targa che ricorda lo storico parroco a cui si deve la realizzazione dello stesso edificio religioso, inaugurato nel 1971, hanno preso parte le autorità cittadine, i rappresentanti della Circoscrizione, il parroco don Luigi Cervellin, la comunità parrocchiale e i giovani dell’oratorio.

Il vicepresidente vicario del Consiglio Comunale, Domenico Garcea ha evidenziato come l’apposizione di questa targa superi il semplice valore formale, restituendo ufficialmente il nome a un luogo che ne portava già la storia. Ricordando la realtà della periferia nord di Torino, cresciuta attraverso il lavoro e l’immigrazione, Garcea ha sottolineato come Don Mario Bo, arrivato nel 1964, abbia compreso per primo che la periferia si costruisce creando comunità e non soltanto edificando case. Il suo operato, che ha visto la nascita di importanti spazi di aggregazione come la Repubblica dei Ragazzi, ha trasformato la parrocchia di San Michele Arcangelo in un punto di riferimento concreto e accogliente per generazioni di famiglie, giovani e anziani. Esprimendo un profondo legame con questo territorio, il vicepresidente vicario ha ribadito che Torino nord non è una zona ai margini né di serie B, ma parte integrante della città che ha dato un contributo fondamentale alla sua crescita economica, sociale e umana, e che ha quindi diritto alla stessa attenzione, cura e opportunità di ogni altra area. A conclusione della sua riflessione, Garcea ha ricordato come la memoria custodita nella toponomastica parli al futuro e racconti ai giovani di domani l’esempio di un uomo e sacerdote capace di tradurre quotidianamente le parole in gesti concreti al servizio delle persone.

Il Presidente della Circoscrizione 6, Valerio Lomanto, esprimendo soddisfazione per l’intitolazione fortemente voluta dalla Circoscrizione, ha sottolineato la necessità che le Istituzioni siano presenti con i fatti e offrano spazi di aggregazione e supporto alle associazioni locali, proprio seguendo l’esempio di azione e concretezza lasciato da Don Mario Bo. Gli ha fatto ecco il vicepresidente Luciano Speranza che ha ricordato come quella piazzetta fosse da sempre il punto di ritrovo storico del quartiere.

Paragonando la visione di Don Mario Bo a quella di Don Bosco per la capacità di sognare in

grande e tradurre quei sogni in opere concrete, il parroco di San Michele Arcangelo, don Luigi Cervellin, ha ricordato come oggi sia la stessa comunità del quartiere il sogno realizzato di Don Mario e che la sua testimonianza continua a ispirare l’intera comunità e le giovani generazioni.
Attraverso la lettura di Alice ed Emanuele, i giovani dell’oratorio hanno messo l’accento su come Don Mario Bo abbia insegnato loro che la comunità si costruisce con pazienza e che il vero servizio si fa in silenzio, senza riflettori, impegnandosi a far vivere la piazzetta come un luogo d’incontro sempre aperto, accogliente e partecipato.

In chiusura, la vicesindaca Michela Favaro portando il saluto della Città ha definito la partecipazione dei giovani un grande segno di speranza e un potente antidoto all’isolamento e all’individualismo, evidenziando come l’intitolazione permetta di immortalare una pagina fondamentale della storia cittadina e auspicando che la piazza continui a essere un punto di ritrovo, di relazioni autentiche e di costruzione di speranza per il futuro.
F.D’A.
