È in programma venerdì 25 settembre 2026 alle ore 10 la cerimonia di intitolazione del giardino compreso tra via Masserano e via Biella a Torino a ricordo di Isabella e Giorgio Marincola.
Interverranno: Maria Grazia Grippo, presidente del Consiglio Comunale di Torino e presidente della Commissione Comunale Toponomastica; Carlo Greppi, storico; Antar Marincola, figlio di Isabella Marincola; Santi La Rosa, dirigente scolastico dell’Ic Regio Parco.
È inoltre prevista la partecipazione degli studenti e delle studentesse della classe Quinta D della scuola De Amicis, che hanno realizzato un progetto di approfondimento sulla storia dei fratelli Marincola, nell’ambito delle attività del loro museo scolastico (Museo scolastico Arca dell’Ic Regio Parco).
Isabella e Giorgio Marincola
Isabella Marincola (Mogadiscio, Somalia, 16.9.1925 – Bologna, 30.3.2010)
Giorgio Marincola (Mahaddei Uen, Somalia, 23.9.1923 – Castello di Fiemme, Trento, 4.5.1945)
Figli di Askhiro Hassan e Giuseppe Marincola, maresciallo di fanteria di origini calabresi distaccato nell’Africa Orientale, i fratelli Isabella e Giorgio nascono in Somalia durante l’occupazione italiana e, al contrario di molti altri nati nelle colonie da unioni miste, ottengono la cittadinanza e possono rientrare in Italia nonostante siano gli anni del Fascismo e delle leggi razziali.
Giorgio viene dapprima affidato agli zii di Pizzo Calabro poi nel 1933 si trasferisce a Roma dove, negli anni del liceo, incontra Pio Albertelli, insegnante di Storia e Filosofia e noto antifascista. Influenzato dagli ideali libertari del professore, da studente di Medicina, partecipa alla lotta di Liberazione. Arrestato, dopo un breve periodo trascorso nel carcere di Torino, è condannato al lavoro obbligatorio nello stabilimento Lancia.
Non appena possibile, riprende la lotta partigiana e nell’ultima fase della guerra muore nel corso di un combattimento della sua unità contro un reparto di SS il 4 maggio 1945 in Trentino, a Castello di Fiemme. A seguito di questo evento verrà insignito, come unico partigiano italo-somalo, di Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.
La sorella Isabella non ha un’infanzia felice, cresce in un ambiente ostile in cui non riesce a integrarsi. Dopo la morte del fratello lascia la casa in cui è vissuta sino a quel momento per dedicarsi al mondo del cinema e del teatro.
Sposata tre volte, ritorna nella terra natia nel 1961 con l’ultimo marito, anch’egli di origini somale, e qui si ricongiunge con sua madre. Resta nel Paese sino allo scoppio della guerra civile e nel 1991 è rimpatriata in Italia dove ricomincia una fase molto complessa della sua vita, venendo considerata una profuga in patria e trovandosi ad affrontare un razzismo aggressivo e sprezzante.
Massimiliano Quirico
