Torino riafferma con forza il proprio ruolo di capitale dell’inclusione e dei diritti civili. In occasione della riunione della Commissione Diritti e Pari Opportunità, guidata dalla presidente Elena Apollonio, l’assessore Jacopo Rosatelli, ha tracciato le tappe principali di un percorso istituzionale che vedrà la città protagonista nei prossimi mesi sulla promozione dei diritti delle persone LGBTQIA+
Il momento più significativo sarà l’Assemblea Nazionale della Rete Re.A.Dy, l’organizzazione che riunisce oltre 300 enti locali impegnati nel contrasto alle discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. Quest’anno la Rete celebra i vent’anni dalla sua fondazione — nata proprio a Torino nel 2006 — e la scelta di svolgere l’assemblea nel capoluogo piemontese il 22 e 23 ottobre rappresenta un importante riconoscimento, approvato all’unanimità.
L’evento di ottobre proporrà momenti di lavoro quotidiano ma anche un grande incontro pubblico a Palazzo Madama dal titolo “Il cammino dei diritti in Italia e in Europa” un momento di riflessione sul percorso compiuto negli ultimi anni e sulle sfide ancora aperte per garantire piena uguaglianza alle persone LGBTQIA+. L’incontro sarà aperto alla cittadinanza fino a esaurimento dei posti disponibili. Dopo il saluto del sindaco Stefano Lo Russo, interverranno Vladimir Luxuria, direttrice del Lovers Film Festival, Patrick Orth, presidente della European Pride Organisers Association (EPOA), Monica Cirinnà, già senatrice della Repubblica, Marilena Grassadonia, coordinatrice delle politiche LGBTQIA+ di Roma Capitale, e Alessandro Battaglia, presidente del Comitato EuroPride 2027. Le conclusioni saranno affidate all’assessore ai Diritti e alle Pari opportunità della Città di Torino Jacopo Rosatelli. A moderare l’incontro sarà la giornalista Nadia Ferrigo.
L’evento farà da apripista verso un traguardo ancora più ambizioso: l’EuroPride che Torino ospiterà nel giugno del 2027. Per accompagnare questo cammino, la Rete Ready ha promosso una staffetta nazionale ideata per coinvolgere tutte le comunità locali del Paese.
Nel corso della riunione della Commissione, si è sottolineata l’importanza della continuità amministrativa e del dialogo sincero tra le istituzioni e la società civile, un modello di cooperazione che permette a Torino di tradurre la tutela dei diritti in azioni concrete e radicate nel tessuto cittadino.
