Dalla Liberazione alla Costituzione: la memoria viva che fonda la Repubblica

Una raccolta di testimonianze inedite, documenti e ricordi della vita quotidiana compresi tra la Liberazione e gli anni della ricostruzione. E’ questa la VII edizione della ricerca “I Sentieri della Memoria”, realizzata in occasione dell’80° anniversario dei lavori dell’Assemblea Costituente, promossa dal Centro Studi Cultura e Società e curata da Ernesto Vidotto e Pier Carlo Musso. La presentazione del volume, venerdì sera presso la sala Fondazione Salvemini al Polo del ‘900, ha visto la presenza della vicepresidente del Consiglio Comunale, Ludovica Cioria, autrice dell’introduzione.

Cioria evidenzia come il 1946 segni l’inizio dei lavori dell’Assemblea Costituente in un luglio “pieno di sole, di polvere delle macerie della guerra e di aspettative per il futuro”, ricordando l’enorme compito della Commissione dei 75 (70 uomini e 5 donne) nel tracciare i pilastri della nostra Repubblica. La vicepresidente sottolinea la straordinaria “comunanza di intenti” tra le madri e i padri costituenti che portò a una Carta “preziosa, scritta con grande cura parola per parola, estremamente evocativa e profondamente visionaria”.

Secondo la vicepresidente va preservato il valore della trasmissione intergenerazionale della memoria. A distanza di ottant’anni, Cioria ammonisce come “occorra ora più che mai, solidamente appoggiati alla nostra Costituzione, continuare però a dare carne alla memoria della nostra Repubblica antifascista”, poiché ogni anno perdiamo la voce di chi ha lottato per la libertà. Quando le storie entrano in un volume, ha sottolineato, smettono di essere memoria privata e diventano memoria collettiva, che è ciò che ci consente di annodare i fili dello stare insieme.

L’opera declina questo principio etico attraverso una molteplicità di storie personali e analisi storiche. Tra i contributi spiccano la testimonianza del partigiano Mario Perugi, la dolorosa vicenda di Don Riccardo Corti deportato nei lager nazisti, il racconto familiare della maestra Marisa Eusebio e il saggio storico di Ernesto Vidotto sulle trasformazioni urbanistiche, industriali e sociali di Torino e del quartiere Borgo San Paolo tra il dopoguerra e il boom economico.

In questo intreccio tra grande storia e vita vissuta, il volume racchiude il messaggio centrale richiamato dalla vicepresidente Cioria: preservare il ricordo e dare voce alla memoria è l’unico modo per custodire solido e intatto lo scheletro dell’Italia libera e democratica.

F.D’A.