Il Consiglio comunale ha approvato, ieri pomeriggio, una delibera di iniziativa consiliare che modifica il Regolamento comunale n. 347 “Indirizzi per la nomina, la designazione e la revoca dei rappresentanti della città presso enti, aziende ed istituzioni”. Il provvedimento, presentato dal capogruppo del Partito Democratico Claudio Cerrato, chiede l’abrogazione del paragrafo 1.2 dell’articolo 1 del Regolamento in questione, che recita: “Al decorrere di quattro anni e sei mesi dalla proclamazione, il Sindaco non può procedere ad alcuna nomina o designazione, salvo che ciò sia in contrasto con norme di legge o che il mancato esercizio delle facoltà di nomina/designazione ne comporti la perdita”. Disposizione che, peraltro, appartiene al solo Comune di Torino, in tutto il Paese. È il Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, all’articolo 42, ad attribuire al Consiglio comunale la competenza degli indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende ed istituzioni, mentre l’articolo 50 del medesimo decreto dispone che, sulla base degli indirizzi stabiliti dal Consiglio, sia il Sindaco a provvedere alla nomina, alla designazione e alla revoca dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende ed istituzioni. Sempre il Decreto Legislativo, all’articolo 50, comma 9, prevede che “Tutte le nomine e le designazioni debbono essere effettuate entro quarantacinque giorni dall’insediamento ovvero entro i termini di scadenza del precedente incarico”. Come ha spiegato Cerrato, la modifica vuole rimuovere un limite alle funzioni di nomina e designazione attribuite al Sindaco, evitando che tale esercizio debba essere ricondotto, nella fase finale del mandato, a eccezioni o deroghe. Questo, senza rinunciare all’applicazione degli indirizzi consiliari e rispettando le norme di legalità, trasparenza e prevenzione dei conflitti di interesse previsti.
