Un appello a Governo e Parlamento per estendere i benefici della Legge Smuraglia

Approvata il 13 aprile 2026 dal Consiglio Comunale di Torino all’unanimità (29 voti favorevoli su 29 consigliere e consiglieri presenti) una mozione (prima firmataria: Maria Grazia Grippo – PD) che invita sindaco e Giunta Comunale a farsi promotori verso il Governo per estendere i benefici della Legge n°. 193 del 22 giugno 2000 (“Legge Smuraglia”) anche alle lavoratrici e ai lavoratori condannati o internati ammessi alle misure alternative alla detenzione.

L’atto li invita inoltre a farsi parte attiva presso le realtà imprenditoriali al fine di prevedere azioni di sensibilizzazione per promuovere e favorire l’inserimento socio-lavorativo delle persone soggette a restrizioni della libertà personale.

Il documento è stato presentato nella seduta del 16 gennaio 2026 delle Commissioni Legalità e Terza, presieduta da Luca Pidello (PD).

Vogliamo aumentare le opportunità per le persone prive delle libertà personale – ha spiegato in aul la proponente – così da agevolare il percorso di ri-socializzazione. È un investimento sulla sicurezza collettiva – ha aggiunto Maria Grazia Grippo – come confermano i dati sulla recidiva, che crolla sotto il 10% per chi svolge un percorso lavorativo qualificato.

Nel dibattito in Sala Rossa, Luca Pidello (PD) ha ribadito che si tratta di una proposta di buon senso, che interviene su una legge già esistente e che funziona bene.

Pieno sostegno all’atto è stato offerto anche da Sara Diena (Sinistra Ecologista), che ha evidenziato l’alto tasso di suicidi in carcere, e da Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – DemoS), che ha rimarcato il gran lavoro svolto in Commissione Legalità, anche con la Garante dei detenuti.

Per Pietro Abbruzzese (Torino Bellissima) è importante però tenere conto anche delle differenze di sesso, prestando attenzione alle esigenze delle donne, spesso più penalizzate in carcere.

È un atto di civiltà, ispirato ai valori della nostra Costituzione – ha ribadito Ivana Garione (Moderati).

Massimiliano Quirico