Il Consiglio Comunale ha dibattuto, questo pomeriggio, l’interpellanza generale (primo firmatario Pierlucio Firrao) con la quale si chiedeva quale sia, secondo le informazioni in possesso dell’Amministrazione, lo stato di avanzamento dei lavori della linea ferroviaria Torino-Lione, quale il cronoprogramma previsto e quale la posizione della maggioranza rispetto al futuro anche in un’ottica di campo largo.
L’assessore Paolo Mazzoleni ha illustrato il quadro aggiornato dello stato di avanzamento dei lavori della linea ferroviaria Torino-Lione, il relativo cronoprogramma e la posizione ufficiale dell’Amministrazione. I dati tecnici, forniti dal presidente della delegazione italiana della Commissione intergovernativa Paolo Foietta, risultano aggiornati allo scorso 30 settembre.
La fine dei lavori della sezione transfrontaliera e la messa in servizio dell’opera sono state confermate per il 12 dicembre 2033, una scadenza ribadita nel giugno 2026 dai Governi italiano e francese e confermata da Telt a settembre. Rispetto al cronoprogramma del 2015 che stimava la conclusione nel 2030, si registra un differimento di tre anni. Per quanto riguarda gli scavi, su circa 164 km complessivi previsti tra gallerie di servizio, rami di collegamento e discenderie, sono stati realizzati 49,8 km di galleria, pari a oltre il 30% del totale, di cui oltre 21 km relativi alle canne del tunnel di base del Moncenisio. Attualmente sono operativi 11 cantieri con 16 fronti di scavo e circa 3.300 lavoratori impegnati. Sei delle sette frese previste sono state collaudate e la prima fresa italiana inizierà a scavare a Chiomonte nel 2027. I contratti sottoscritti ammontano a 9,2 miliardi di euro, con impegni assunti per 7,8 miliardi. Il cronoprogramma prevede il prosieguo degli scavi fino al 2029, il completamento delle opere civili tra il 2029 e il 2030, l’installazione degli impianti tecnologici entro il 2032 e la fase di prove e certificazioni tra il 2032 e il 2033. L’incremento dei costi, passati dagli 8,6 miliardi iniziali del 2015 agli attuali 14,7 miliardi di euro approvati dal Cipes nell’aprile 2026, è legato a revisioni progettuali, sospensioni delle gare tra il 2017 e il 2019, alla pandemia, all’aumento dei prezzi di materie prime ed energia e a complessità geologiche.
L’assessore Mazzoleni ha inoltre sottolineato che l’Amministrazione considera il tunnel di base indissolubilmente legato al completamento delle tratte di accesso italiane, in particolare la tratta Avigliana-Torino, comprendente la bretella di 24 km verso Orbassano e oltre al potenziamento del relativo scalo merci. Tale infrastruttura, ha sottolineato l’Assessore, è ritenuta strategica non solo per inserire pienamente Torino nei corridoi europei e valorizzare la logistica locale, ma anche per separare i flussi merci dai passeggeri, migliorando il Servizio Ferroviario Metropolitano per i pendolari.
Ribadendo la posizione della Giunta, l’Assessore ha richiamato le linee programmatiche del mandato 2021-2026 approvate dal Consiglio Comunale nel dicembre 2021, confermando il sostegno alla realizzazione dell’opera, il rientro nell’Osservatorio e l’impegno costante affinché il progetto si realizzi con tempi certi, elevata qualità progettuale e massima attenzione alla sostenibilità ambientale e alle esigenze del territorio.
La posizione del Pd sulla Tav è chiara, mentre sono preoccupanti le posizioni oscillanti sul nucleare, sul Ponte sullo stretto e sul Terzo Valico dei Giovi, secondo Enzo Liardo (FDI). E sullo sviluppo della Tav – ha aggiunto – non è chiara la posizione della segretaria Elly Schlein.
Per Pino Iannò (Torino Libero Pensiero), sulla Tav i Cinque Stelle e Avs stanno tirando per la giacchetta il Pd e servirebbe maggiore chiarezza. Iannò ha quindi domandato certezze sullo stato dell’avanzamento dei lavori e ha chiesto che non ci siano ulteriori rinvii, dannosi anche per gli operai e le Forze dell’Ordine, e la condanna di ogni azione violenta, promuovendo anche una campagna per il rispetto della legalità.
Siamo contrari all’opera – ha affermato Andrea Russi (M5S) – che riteniamo inutile, dannosa, costosa ed estremamente impattante sull’ambiente. Il consigliere ha quindi proposto di ragionare sulle priorità infrastrutturali del territorio e sui benefici attesi e sulle ricadute effettive sulle aree coinvolte. Ha quindi chiesto di considerare le criticità sulla tratta Avigliana-Orbassano, in particolare per quanto riguarda consumo di suolo, espropri e possibili interferenze con le falde acquifere che – ha detto – potrebbero costare 66 milioni di euro. Infine, Russi ha condannato ogni forma di violenza e ha ribadito che la Torino-Lione non è un’opera strategica.
Se AVS non condanna le violenze e il Movimento 5stelle è contrario alla TAV, per Silvio Viale (+Europa, Radicali) sono posizioni diverse da quelle della maggioranza. Un’ambiguità che deve essere risolta, perché non basta la posizione espressa con chiarezza dal sindaco. Viale condivide la posizione di Cerrato che esprime condanna per le violenze in Val di Susa e solidarietà alle forze dell’ordine ma, anche l’accettazione del dissenso espresso dalle amministrazioni locali in modo democratico e non violento.
Colpito da alcuni passaggi della relazione dell’assessore, Giuseppe Catizone (Lega), mette l’accento sui 7,8 miliardi di euro già stanziati sui 9,2 previsti per il completamento dell’opera. Considerando che un amministratore di buon senso non può rinunciare a questo stanziamento ma, chiedere invece il completamento di un’opera strategica nel più breve tempo possibile. Anche per evitare la marginalizzazione della nostra città. Perché non si deve rincorrere la richiesta di 50mila persone a fronte dell’interesse di 60 milioni di italiani. E il sindaco dovrebbe risolvere l’equivoco di una parte delle forze della sua maggioranza che in aula il lunedì vota compatta e nel fine settimana protesta in Val di Susa.
Ritiene sbagliato lo strumento utilizzato dalla minoranza per approfondire questo tema, Simone Fissolo (Moderati) considerando più opportuno un passaggio in commissione rispetto all’interpellanza generale. Anche perché, sul tema dell’avanzamento dei lavori la Città non ha titoli per rispondere. Soprattutto perché i cantieri sono lontani dalla città. Fissolo ritiene comunque doveroso ribadire il suo favore rispetto alla realizzazione dell’opera: “è un Bene che i lavori vadano avanti” e l’assoluta contrarietà ad ogni forma di violenza espressa ne tentativo di fermare o rallentare i lavori.
Secondo Ferrante De Benedictis (FDI), la nostra città ha un ruolo centrale nell’opera, è un collegamento naturale con la Francia e con l’Europa e non può perdere l’occasione della Tav: un’opera strategica per Torino e per l’Europa. Dobbiamo lavorare tutti in questa direzione: la Tav si deve fare, non si può andare contro il progresso – ha affermato.
Se fosse una linea utile non saremmo contro: la Tav non è un treno, è un binario morto per Sara Diena (AVS). Non è mobilità sostenibile e sottrae risorse al trasporto pubblico locale – ha sostenuto, chiedendo di bloccare la tratta Avigliana-Orbssano, che – ha detto – avrebbe devastanti impatti ambientali. Servirebbe invece – ha concluso – finanziare il prolungamento della linea 1 della metro.
La posizione del Pd è chiara e chiedere di modificare un’opera non vuole dire metterla in discussione – ha affermato Pierino Crema (PD). È utile discuterne per evitare problemi e superare perplessità – ha aggiunto, auspicando nuovi fondi per la linea 1 della metropolitana torinese e per il trasporto pubblico locale, da anni sotto-finanziato.
Nel presentare l’atto del suo gruppo, Valentina Sganga (M5S) ribadisce la posizione del movimento 5Stelle. Considera surreale la discussione odierna, un dibattito esclusivamente politico senza alcun interesse in questa Aula e con tutte le posizioni ampiamente scontate. Ritiene invece importante il passo avanti del PD sulla questione della bretella fra Orbassano e Avigliana. Pur nelle differenze che rimangono, Sganga ritiene si possano assumere responsabilità comuni sull’impatto sui pozzi e sull’acqua come bene prezioso per la comunità.
Anche per Caterina Greco (PD) l’opera è strategica, non solo per Torino ma per tutto il Paese. Chi la pensa diversamente deve spiegare come sostituire l’attuale disastrata linea storica. Un’opera che serve a superare il trasporto su gomma, riducendo l’impatto ambientale.
Per Fabrizio Ricca (Lega) i numeri forniti dall’assessore sono inequivocabili: 50 km su 160 di tunnel già realizzati dicono che l’opera è in costruzione. E il movimento notav, che va ad attaccare le forze di polizia, ha fallito. Per Ricca, infine, i sindaci che chiedono di stornare fondi internazionali per opere locali, farebbero bene a cambiare mestiere.
Emanuele Busconi (Avs) ha ribadito che il suo partito è da sempre contrario al progetto della Torino-Lione, definita opera non strategica, incomprensibilmente appoggiata da molteplici forze politiche. Il consigliere ha definito la tratta Avigliana-Orbassano superata dagli eventi e si chiede quali siano i motivi che portano a dare un sostegno incondizionato a un’opera di cui non si comprende l’utilità.
Elena Maccanti (Lega) si aspettava una risposta non solo tecnica sull’opera. Ha evidenziato l’assenza in Aula del sindaco dal quale attendeva l’esplicitazione della posizione della maggioranza. La Tav prosegue e si farà come evidenziano i provvedimenti governativi approvati – ha commentato – augurandosi che l’atto di solidarietà alle forze dell’ordine in votazione del Consiglio sia votato anche da Avs a ribadire che ogni atto di violenza è ingiustificabile.
Il capogruppo del Pd Claudio Cerrato ha sottolineato che nessuno occhieggia ai violenti tra i partiti del centro sinistra. Ha illustrato la propria mozione sul tema, evidenziando la necessità di un osservatorio regionale a tutela dello snodo di Orbassano, collegamento fondamentale dell’intera opera. L’obiettivo è il trasporto delle merci in modo economico e rapido, viceversa la Tav diventa inutile.
Pierlucio Firrao (Torino Bellissima) si è detto soddisfatto della discussione che ha evidenziato le mancanze di coerenza degli intervenuti; i torinesi possono capire la situazione politica.
Ivana Garione (Moderati) ha definito pragmatico il proprio partito, scevro da posizioni ideologiche, schierato a favore delle opere importanti per l’Italia intera. Si è dichiarata favorevole alla proposta di Cerrato: oggi il progetto è più aderente alle richieste del territorio – ha sottolineato – e ogni tentativo di arrestarlo va considerata una grave lesione ai cittadini.
Al termine del dibattito, sono stati messi in votazione alcuni ordini del giorno.
Respinti gli ordini del giorno di Giuseppe Iannò e Andrea Russi, è stato invece approvato il documento proposto da Claudio Cerrato che condanna gli episodi di violenza che si sono verificati nei pressi dei cantieri della Val di Susa, ribadendo il pieno rispetto per il dissenso pacifico e per il lavoro delle Forze dell’Ordine. Il testo sottolinea come la realizzazione dell’opera debba andare di pari passo con la trasparenza, la tutela ambientale, la legalità e il potenziamento dei trasporti locali.
Al Sindaco e alla Giunta viene chiesto di intraprendere azioni concrete su diversi fronti. di sollecitare la Regione Piemonte affinché istituisca un Osservatorio regionale permanente sulla Torino-Lione, utile per un confronto tecnico trasparente su cantieri, espropri e impatti ambientali. Si impegna inoltre l’Amministrazione a pretendere da Governo la pubblicazione periodica di costi, cronoprogrammi e dati di monitoraggio, nonché a rafforzare i protocolli di legalità e sicurezza per prevenire infiltrazioni mafiose negli appalti.
In relazione alla mobilità e al territorio, si chiede di ottenere risorse certe per il trasporto pubblico locale, il servizio ferroviario metropolitano, la linea storica della Val di Susa e il prolungamento ovest della metropolitana. Vengono inoltre poste richieste di tutela per l’acquedotto e le risorse idriche rispetto alla bretella Avigliana-Orbassano, e si sollecita chiarezza sul futuro di SITO S.p.A. e dell’Interporto di Torino. Infine, il documento ribadisce come il confronto politico e istituzionale debba avvenire sempre attraverso il confronto e mai con la violenza, auspicando una risposta ferma contro chi delinque ma rispettosa di chi esprime pacificamente il proprio dissenso.
