L’audizione dei vertici delle Guardie Ecologiche Volontarie durante la riunione della Commissione Ambiente, presieduta da Amalia Santiangeli, ha offerto uno spaccato su una realtà che, pur operando spesso con discrezione, rappresenta un pilastro fondamentale per la tutela del territorio torinese da ormai trent’anni. Il coordinatore, Massimo Ramello, ha ricordato come questa collaborazione sia nata ufficialmente nel febbraio del 1996 e sia proseguita senza sosta, garantendo un presidio costante che oggi conta circa duecento unità operative.
Le GEV sono soggetti di diritto pubblico, figure equiparate a pubblici ufficiali con funzioni di polizia amministrativa e giudiziaria e operano sotto l’egida della Città Metropolitana e dei Comuni convenzionati. Il loro raggio d’azione è vastissimo e spazia dal controllo sul corretto smaltimento dei rifiuti alla tutela della flora e della fauna, fino alla vigilanza sul benessere degli animali d’affezione e alla prevenzione degli incendi boschivi.
Al di là dell’aspetto puramente sanzionatorio, l’attività delle guardie si concentra molto sulla prevenzione e sull’educazione. Ogni anno vengono dedicate quasi trecento ore alla didattica nelle scuole di ogni ordine e grado, con l’obiettivo di formare i cittadini di domani sui temi dell’ecologia e dell’educazione civica. Sul campo, invece, la sola presenza della divisa nei parchi cittadini come la Pellerina o la Colletta funge da deterrente contro i comportamenti scorretti, privilegiando spesso il dialogo e l’informazione rispetto alla multa immediata.
L’organizzazione interna si poggia su una doppia struttura territoriale e tematica che permette di coprire in modo efficiente diverse aree, dal chivassese alle valli di Lanzo, fino alla cintura sud.
F.D’A.
