Quale futuro per la fontana di piazza Montale

Fa discutere il futuro della vecchia fontana di piazza Montale, simbolo identitario per molti residenti; inutile, obsoleto e pericoloso manufatto per altri. Sull’attuale situazione della vecchia fontana delle #Vallette, non più utilizzata da tempo, si sono moltiplicate le interpellanze in Sala Rossa e le richieste d’intervento per la sua rimozione o la sua ristrutturazione. Un dibattito fra le forze politiche di Palazzo Civico che, ieri pomeriggio, ha avuto un intenso momento di confronto grazie al sopralluogo della Seconda commissione, convocata dal presidente Antonio Ledda in congiunta con l’omologa commissione della Circoscrizione 5, al quale hanno partecipato gli assessori Francesco Tresso e Chiara Foglietta. Davanti alla fontana, è stato proprio Tresso a provare a tracciare i possibili futuri scenari che coinvolgono il manufatto in un progetto più ampio di riqualificazione della piazza già avviato con la ristrutturazione del vecchio edificio delle Poste. Se non entusiasma l’idea di rimuoverla, molti abitanti della zona vi sono affezionati, risulta comunque impossibile un suo riutilizzo come fontana: troppo costoso l’intervento, costosa la manutenzione e antistorica una scelta in questa direzione. Più plausibile, per l’assessore, la sua trasformazione in una sorta di aiuola post moderna. Un esperimento già tentato, e riuscito, con la Fontana dei fiori di piazza Benefica che, va però detto, ha avuto una seconda vita grazie all’impegno dei residenti riuniti nel Comitato
 promotori dell’iniziativa e manutentori quotidiani dopo la trasformazione. Ed è forse questo il punto più delicato della questione, per ammissione di un po’ tutti i presenti al sopralluogo: convertire la fontana in aiuola non è un’impresa complicata e nemmeno troppo costosa. Ma chi è disposto a prendersene cura, per evitare vandalismi, una volta portata a compimento l’eventuale risistemazione?
Marcello Longhin