Una delegazione di professionisti in ostetricia provenienti dall’Ucraina, è stata ricevuta, questa mattina a Palazzo Civico, dalla Presidente del Consiglio Comunale, Maria Grazia Grippo.
Il saluto istituzionale, dopo una visita alle sale storiche del Palazzo di Città, si è svolto nell’ambito di uno stage di formazione che dal 20 aprile è in corso presso l’ospedale Sant’Anna di Torino, fiore all’occhiello della ginecologia europea, diventato, in questi giorni, quartier generale di una missione speciale: formare un team multidisciplinare di professionisti per affrontare le sfide più dure dell’ostetricia moderna.
Rivolgendosi alla delegazione, la Presidente Grippo ha espresso “sincera e sentita solidarietà a voi e al vostro Paese, che sta attualmente attraversando un momento critico e profondamente doloroso.

Nel mio ruolo istituzionale, ha affermato, sono molto orgogliosa della nostra città e dell’Ospedale Sant’Anna, un’istituzione impegnata nella formazione e nella ricerca scientifica al servizio di una visione di solidarietà che supera i confini nazionali.
In un tempo segnato dalla guerra, ha concluso, questo progetto rappresenta un faro di speranza umanitaria e di resiliente cooperazione internazionale”.
A volere fortemente questa iniziativa, è stato il professor Volodymyr Artyomenko, referente del Ministero della Salute ucraino, che ha individuato nel capoluogo piemontese il partner ideale. In un Paese martoriato dal conflitto, dove le infrastrutture sono fragili e lo stress è costante, saper gestire un’emergenza legata al parto non è solo una competenza medica, ma un atto di resistenza, è stato sottolineato. Sotto la guida della professoressa Chiara Benedetto e del professor Luca Marozio, sei specialisti ucraini hanno intrapreso un percorso intensivo che segue il modello Training the Trainers con l’obiettivo non solo di imparare ma anche di acquisire gli strumenti per insegnare a loro volta, dopo il rientro in Ucraina.
Cuore del training è il REC, il centro di simulazione universitario dove la tecnologia e i manichini ad alta fedeltà permettono di riprodurre scenari ad altissima tensione. Qui, i medici si sono addestrati sulla gestione delle manovre critiche del parto ma anche sulla gestione delle emorragie post-partum, una delle principali cause di mortalità materna che, in contesti di guerra, diventa un rischio ancora più concreto.
Il team ucraino ha frequentato le sale parto, le terapie intensive neonatali e gli ambulatori per le gravidanze a rischio, toccando con mano quel modello di umanizzazione promosso dalla Fondazione Medicina a Misura di Donna ETS. Un approccio che mette al centro non solo la sicurezza clinica, ma anche il supporto psicologico alle donne più fragili, un tema cruciale per chi deve partorire sotto il suono delle sirene.
A Palazzo civico, la delegazione è stata accompagnata dallo stesso Volodymyr Artyomenko che ricopre anche l’incarico di Ordinario di Ginecologia e Ostetricia dell’Università di Odessa e da Igor Shpak già Ministro della Salute della Crimea e Vice Ministro della Salute dell’Ucraina e Direttore Generale Ospedale Ginecologico Ostetrico di Odessa.
Nel ringraziare per l’incontro, Chiara Benedetto ha espresso apprezzamento per l’attenzione e l’impegno della Presidente del Consiglio Comunale nella difesa dei diritti e per il benessere delle donne mentre Volodymyr Artyomenko esprimendo gratitudine per l’assistenza sanitaria fornita, specialmente nel contesto del difficile periodo bellico vissuto dall’Ucraina ha voluto dedicare un pensiero alla Festa della Liberazione, invocando valori fondamentali come la democrazia, la libertà e la solidarietà tra le nazioni.
Federico D’Agostino
