Rafforzare il dialogo e promuovere progetti condivisi basati sui valori di democrazia e integrazione sociale, nel rispetto delle leggi nazionali, internazionali ed europee. Questi i principi alla base del Patto di Amicizia e Collaborazione siglato, questa mattina a Palazzo civico, tra il Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo e il Sindaco di Kharkyv, Ihor Terekhov.
L’accordo coinvolge ambiti che vanno dalla mobilità sostenibile, alla gestione ambientale (rifiuti, acqua ed energie rinnovabili), dalla governance del territorio alle politiche alimentari urbane, prestando attenzione alle politiche giovanili e all’occupazione. A livello economico, si incentiva la cooperazione tra imprese nei settori del turismo, commercio, artigianato e agroalimentare, valorizzando l’imprenditorialità giovanile. L’asse educativo e culturale prevede scambi tra scuole, università, musei e istituzioni artistiche, anche se i soggiorni di studenti e docenti italiani in Ucraina sono temporaneamente sospesi a causa dell’attuale situazione geopolitica. Nel sociale, il patto promuove l’inclusione, il multiculturalismo, le pari opportunità e la collaborazione socio-sanitaria locale.

Introducendo la cerimonia della firma del Patto, in Sala Rossa, la Presidente del Consiglio Comunale, Maria Grazia Grippo, ha ricordato come, già nel marzo 2022, a poche settimane dall’invasione dell’Ucraina, la Sala Rossa avesse espresso con chiarezza la posizione del Consiglio Comunale, reclamando il rispetto del diritto internazionale, condannando l’aggressione russa ed impegnando la Città ad un percorso di concreta collaborazione con la vostra comunità. Conosciamo bene la realtà drammatica che sta vivendo, in particolare, la città di Kharkiv. Una comunità la cui vita quotidiana è da tempo tristemente segnata dai bombardamenti, dalla paura e dalla disperazione, per questo, la presidente si è detta colpita da un’affermazione del sindaco Terekhov, la necessità di ricostruire con la guerra in corso è necessario, perché non lasciare solo rovine, e non permettere di tornare alle persone fuggite dalla città. Per Grippo: “Una visione coraggiosa e lungimirante che richiama anche noi ad un senso di responsabilità alto che ci invita all’azione”. Azione bene rappresentata dal patto siglato oggi dalle nostra due città mentre la Sala Rossa, per un giorno, diventa simbolicamente la casa delle cittadine e dei cittadini di Kharkiv: “Nella speranza che quanto prima la nostra amicizia e collaborazione possano proseguire e prosperare in un tempo di pace”.
La firma del patto di amicizia e cooperazione tra Torino e Kharkiv unisce due città accomunate dall’essere state le prime capitali dei rispettivi Paesi. Nelle parole del console generale d’Ucraina, Volodymyr Vorona, e del sindaco di Kharkiv, Ihor Terekhov, l’accordo non è una semplice firma, ma un investimento strategico per la rinascita del Paese e del suo futuro nell’Unione Europea, capace di avviare collaborazioni concrete nei settori della medicina, dell’università e del business. Entrambi i rappresentanti hanno espresso profonda gratitudine all’Italia per il massiccio sostegno politico, militare e umanitario ricevuto dall’inizio del conflitto con la Russia.

L’intesa si inserisce in un contesto umanitario devastante. Kharkiv, definita la “capitale della resilienza ucraina”, resiste a prezzo di enormi sacrifici: solo nell’ultimo anno ha subito 500 attacchi nemici e la distruzione di 13.000 edifici, che ha lasciato oltre 160.000 residenti senza un tetto. La popolazione è costretta a sopravvivere sotto i bombardamenti e ad affrontare blackout totali nel gelo invernale a -25 gradi. Una crisi materiale e sociale drammatica, aggravata dai dati della Banca Mondiale secondo cui un cittadino su tre vive ormai sulla soglia della povertà. In questo scenario, gli autobus donati da Torino sono stati vitali per salvare la comunità e garantire il “diritto alla vita” dei civili. Ora lo sguardo è rivolto alla ricostruzione: per favorire il rientro dei profughi, il sindaco ucraino ha proposto una nuova politica di edilizia sociale ispirata proprio al modello del piano italiano.


Ha chiuso la serie dei saluti istituzionali il sindaco Stefano Lo Russo che si è detto angosciato per la difficile situazione che stanno vivendo in questo momento i cittadini di Kharkiv, con la vita improvvisamente sconvolta dall’invasione russa. E ribadisce che la battaglia in corso non è solo del popolo ucraino ma, è una questione di affermazione di principi che riguarda tutta l’Europa. Principi cardine su cui, ottant’anni fa, si sono lasciate da parte la armi e si è scommesso su progresso e sviluppo. Mentre un’idea forte di libertà e democrazia ci hanno permesso di uscire dalle macerie della seconda guerra mondiale e scommettere sul futuro per diventare una grande potenza globale. La vicenda ucraina ci dice però che non dobbiamo dare nulla per scontato, per immutabile nel tempo. Oggi, sottolinea il sindaco, non possiamo arrenderci alla logica del sopruso, agli ospedali e alle chiese bombardate, alle case distrutte, ai milioni di ucraini in fuga, al tentativo di distruggere la memoria culturale di un Paese. Serve una risposta chiara, perché quello dell’Ucraina è il confine dell’Unione Europea. “Libertà e democrazia vanno difese e voi le state difendendo anche a nome nostro. Nel nostro piccolo – ha concluso il sindaco – faremo di tutto per farvi sentire la nostra solidarietà, per non farvi sentire soli: Torino è con voi!”.
M.L. – F.D’A.
