Studenti stranieri e calo demografico a Torino: i dati e le sfide per il futuro della scuola

Nelle scuole torinesi la popolazione studentesca italiana è calata da 103.000 presenze nell’anno scolastico 2011/2012 a circa 99.000 nel biennio 2024/2025, un decremento demografico che non viene interamente compensato dall’aumento degli alunni stranieri, i quali delineano ormai una presenza strutturale e non più transitoria nel tessuto cittadino. È quanto emerso dall’audizione della professoressa Roberta Ricucci dell’Università di Torino durante i lavori della Commissione Cultura e Istruzione presieduta da Lorenza Patriarca.

​Entrando nel merito dei percorsi scolastici della scuola secondaria di secondo grado, la docente ha evidenziato divari ancora esistenti ma in progressivo riavvicinamento, mostrando come il 55% degli studenti italiani scelga i licei a fronte del 38% registrato tra gli studenti di seconda generazione. Dall’analisi delle cittadinanze presenti nelle aule spicca la centralità della componente europea — guidata dalle comunità rumena, albanese e moldava — accanto a flussi più recenti, come quelli dal Bangladesh, che necessitano di un forte supporto linguistico.

​I dati confermano che il successo formativo dipende in misura determinante dalla classe sociale e dalle condizioni socioeconomiche della famiglia piuttosto che dalla sola origine geografica, rendendo fondamentali il contrasto al ritardo scolastico, il sostegno ai CPIA e la valorizzazione della presenza di insegnanti con background migratorio come fondamentale risorsa di orientamento e rispecchiamento per i giovani.