Faro, una comunità al servizio della Comunità

Un risparmio da 14,5 milioni di euro per il Servizio Sanitario Nazionale (in crescita del 14% rispetto all’anno precedente) e ben il 71,2% dei posti letto liberati nei reparti di medicina interna e oncologia della regione. Il Bilancio Sociale 2025 della Fondazione FARO, presentato ieri pomeriggio nella sede di Combo, a Port Palazzo, fotografa l’impatto di un modello di cure palliative che alleggerisce concretamente le strutture ospedaliere piemontesi. Tuttavia, dietro ai successi, emerge un forte allarme sostenibilità: l’ente registra infatti un disavanzo superiore ai 2 milioni di euro, causato dalla forbice tra i costi reali delle prestazioni e i rimborsi pubblici. A colmare questo vuoto è la generosità dei privati, con la raccolta fondi che da sola copre il 36% delle entrate grazie a 2,9 milioni di euro donati dai cittadini.

Luigi Stella

In una società sempre più anziana e segnata dalle solitudini, la FARO ha garantito nel corso dell’anno ben 100.416 giornate di assistenza complessive. I professionisti e i volontari dell’ente hanno assistito 657 pazienti nei tre hospice dedicati e ben 1.523 persone direttamente a domicilio. L’intervento della Fondazione, attiva dal 1983 nei territori di Torino, Carignano, Chivasso, Leinì e Lanzo, non si limita all’aspetto medico-sanitario: nel 2025 sono stati supportati 381 nuclei familiari fragili ed erogati quasi duemila interventi di supporto psicologico. Una macchina complessa che poggia su un solido capitale umano composto da 177 operatori (il cui impegno sul fronte dell’equità è valso la certificazione per la parità di genere) e 269 volontari.

Il paradosso economico e la necessità di guardare al futuro sono stati al centro dell’intervento di Luigi Stella, Direttore Generale della Fondazione FARO:“A fronte di un disavanzo di 2,5 milioni di euro, la FARO genera un impatto socio-economico per la collettività, facendo risparmiare al Sistema Sanitario oltre 14 milioni di euro ed evitando oltre il 70% di ricoveri impropri nei reparti ospedalieri. Ma il punto non è soltanto economico. La vera domanda è se saremo capaci di riconoscere il valore della cura e prepararci a una società sempre più fragile e longeva. Il bisogno non appartiene al futuro: il futuro è già qui. La sfida è se il sistema e la comunità sapranno avere la stessa capacità di guardare avanti e costruire oggi le risposte di domani”.

A fargli eco è il presidente della Fondazione, Giuseppe Cravetto, che ha rimarcato l’importanza del supporto della cittadinanza:“Oggi una parte significativa del valore che restituiamo al sistema è sostenuta dalla generosità dei donatori che coprono il 36% delle attività della Fondazione: sostenere FARO significa investire in un modello di cura che genera valore per l’intera comunità. Per affrontare le sfide demografiche che ci attendono sarà necessario rafforzare questa alleanza tra istituzioni, comunità e cittadini.”

Il ruolo insostituibile della Fondazione nel tessuto sociale torinese è stato sottolineato dalla vice sindaca della Città di Torino, Michela Favaro: “La Fondazione Faro è un esempio importante di impegno messo al servizio di un’intera comunità. Il tema delle cure palliative e dell’assistenza prolungata per i pazienti che necessitano di un supporto continuo è, nella società contemporanea, un argomento centrale, sempre più presente. Questo tipo di assistenza ha un impatto sia economico che fisico su molte famiglie e una realtà come Faro ha il merito di non lasciarle sole ma di offrire loro un supporto capace di fare la differenza. Le istituzioni, oltre a ringraziare realtà come questa, hanno il dovere di sostenerle”.

Sara Diena

La consigliera Sara Diena, ricordando la collaborazione del Consiglio comunale con la Faro nel progetto Insieme con, a favore di famiglie che stanno vivendo il dolore di un lutto, ha espresso profonda gratitudine per l’operato dell’ente: “Quello della Fondazione Faro è un lavoro prezioso, che anno dopo anno, aiuta sempre più persone e famiglie stando loro accanto in un momento difficile, senza far perdere loro la dignità e supportandole in ogni aspetto. Nel tempo la Fondazione ha saputo approcciarsi al fine vita in modo innovativo, investendo sulla formazione, entrando nelle case delle persone con la delicatezza che questo tema necessita e creando luoghi di cura nel senso più ampio del termine, quello in cui il valore fondante è l’umanità nel rapportarsi con i pazienti. Le attività proposte quest’anno presentate con il bilancio sociale 2025 ci confermano non solo l’importanza del Terzo Settore per il nostro territorio, ma anche quanto sia importante che le amministrazioni supportino il più possibile le realtà come la Fondazione Faro per offrire alle persone il miglior servizio possibile soprattutto nei momenti più difficili. Sono sicura che anche nel 2026 la Fondazione Faro saprà eccellere nel suo lavoro, così come fa dal 1983”.

Nonostante le difficoltà di finanziamento, la Fondazione continua a innovare. Il 2025 ha visto il lancio di Compassionate City, un progetto di welfare comunitario per la gestione delle non autosufficienze, e passi avanti per l’acquisto della struttura di San Vito. Per il 2026 le direttrici strategiche punteranno su ricerca, telemedicina e sulla nascita della nuova FARO Academy, confermando le cure palliative come una componente essenziale e non più rinviabile del welfare piemontese.

F.D’A.