“Forza mamme”, un aiuto per fare da sole

Foto tratta dal sito della Fondazione e parzialmente rielaborata
 “Forza mamme” non è un programma di assistenza, bensì un progetto inteso a ridare consapevolezza, autostima, autonomia economica ed emotiva alle madri delle famiglie monogenitoriali, Italiane o di diversa nazionalità. Un progetto che ha coinvolto anche dei padri single. Lo ha spiegato Elisabetta Galli, Fondazione Specchio dei Tempi, nel corso della riunione odierna della commissione Servizi sociali, presieduta da Vincenzo Camarda.
Il progetto della Fondazione ( https://www.specchiodeitempi.org/forza-mamme.html) è ormai giunto all’ ottava edizione, che si sviluppa fra Torino e Cuneo. La base, ha spiegato Galli, al di là dei requisiti (conoscenza, anche non certificata ma reale, della lingua e un ISEE a bassa soglia) è un vero e proprio patto: non si tratta semplicemente di ricevere un aiuto economico ma di partecipare a una serie di corsi formativi, due o tre volte al mese. Chi ne salta tre senza adeguata motivazione, esce dal progetto. Una modalità che potrà apparire draconiana ma che è funzionale al fatto che al termine degli otto mesi del progetto, chi ne fa parte potrà, grazie al lavoro svolto con professionisti o volontari adeguatamente formati, rafforzare autostima, acquisire una nuova consapevolezza nella gestione delle proprie risorse finanziarie e dell’eventuale situazione debitoria, ricevere indicazione per migliorare la propria genitorialità, progredire nell’alfabetizzazione digitale, funzionale quest’ ultima anche per accedere a graduatorie ATC, erogazioni di contributi, adempimenti fiscali e amministrativo. E anche educazione alimentare, per incoraggiare all’uso di prodotti freschi, non processati industrialmente: l’obesità è molto diffusa. In questo senso, ha sottolineato Galli, le donne immigrate hanno esperienza e competenze nella manipolazione della materia prima generalmente molto più elevate delle nostre connazionali, che possono anche usufruire dei buoni consigli delle loro “compagne di corso”.
Tanta roba, come si usa dire, che richiede volontà e impegno a persone che in non pochi casi si affacciano all’inizio del percorso in uno stato di particolare prostrazione psico-fisica. Non è difficile immaginare come possa vivere, al di là delle ristrettezze materiali, una donna sola con tre, quattro, anche sei figli e figlie, talvolta con più relazioni naufragate alle spalle, oberata da situazioni debitorie, senza particolari competenze professionali o, come accade in molti casi di donne migranti, con titoli di studio anche elevati ma non riconosciuti in Italia (o il cui riconoscimento è troppo oneroso), il che può essere ancora più frustrante. Anche per questo, ha spiegato Elisabetta Galli, una particolare attenzione è riservata alla psicologia del lavoro. Gli obiettivi sono quelli di acquisire consapevolezza della necessità di rompere la spirale dei sussidi e di assumere un atteggiamento maggiormente proattivo nella ricerca di opportunità di lavoro, ovviamente con il sostegno dei Centri per l’impiego. Lavoro non necessariamente poco qualificato: Galli ha portato l’ esempio di due donne che, portato a termine il progetto, hanno ottenuto un incarico di mediazione culturale in ambito universitario. “Forza mamme” interagisce con vari soggetti per garantire le migliori attività formative, dai Centri per l’Impiego all’Associazione A Pieno Titolo (per il riconoscimento dei titoli formativi acquisti all’estero) fino al Museo del Risparmio.
I numeri dell’ottava edizione che sta per partire saranno più ridotti rispetto a quelle precedenti, che vedevano un tasso di abbandono a volte importante nel corso del progetto: questa volta, si vuole portarle tutte alla meta, più forti e più serene, queste mamme in difficoltà ma motivate, in una logica che è di formazione ma anche di cura. Anche perchè se la mamma (o il papà) sta bene, stanno bene anche i figli e le figlie che hanno intorno a sé.
Nel corso del dibattito, che ha visto esprimere apprezzamento per l’ iniziativa da parte dei consiglieri e consigliere intervenuti (Ciampolini, Crema, Diena, Magazzù e Saluzzo) sono stati ricordati i due documenti in sostegno all’educazione finanziaria nelle scuole e per le fasce fragili, con primi firmatari Fissolo e Camarda, votati dal Consiglio comunale.
(C.R.)