Linee guida per la lotta alle frodi informatiche

Sono decine di migliaia ogni anno le truffe informatiche sulle quali interviene la Polizia postale (immagine generata con AI)

Il Consiglio comunale ha oggi approvato con 31 voti, l’unanimità dei votanti, una proposta di deliberazione, con primo firmatario Claudio Cerrato, sul tema del contrasto alle truffe e ai reati digitali contro la persona.

Nel 2025, riporta il testo del documento, la Polizia Postale ha gestito 94mila segnalazioni di frodi digitali e attacchi informatici, con trecento arresti e 7600 denunce per ipotesi di reato contro persone, patrimonio economico e sicurezza delle infrastrutture digitali. Il cybercrime economico-finanziario, da parte sua, ha visto ventisettemila casi all’attenzione della Polizia di Stato, con quasi 4500 persone indagate. Partendo da questi dati e da un diffuso e comprensibile allarme sociale da parte della cittadinanza, viene proposto di avviare un’azione permanente di prevenzione e contrasto, parte integrante dell’impegno della Città di Torino nella tutela dei soggetti fragili e nella prevenzione dei rischi sociali.

In particolare, si propone di istituire un programma “Torino Antifrode Digitale”, coordinato dal Comune, articolato da un Centro civico di Consapevolezza Digitale e in Osservatorio cittadino sulle Frodi digitali. Un programma che sarà finalizzato a promuovere la consapevolezza sulle principali tipologie di frode e sui loro meccanismi di funzionamento, tramite campagne di sensibilizzazione e iniziative per rafforzare l’educazione di base finanziaria e digitale, in collaborazione con Atenei e altri soggetti del territorio.

Inoltre, precisa il documento approvato in Sala Rossa, si dovrà favorire il coordinamento sul territorio tra istituzioni, banche Forze dell’ordine e associazionismo, promuovendo la raccolta di dati e informazioni, nonché la condivisione di buone pratiche e strumenti di prevenzione.

La proposta di deliberazione segnala poi la necessità di creare sinergie con la Regione Piemonte e di promuovere accordi con enti del Terzo settore, associazioni di consumatori e Fondazioni, intese a fornire sostegno alle vittime, diffondere le attività di prevenzione e valutare – compatibilmente con le risorse disponibili – forme di indennizzo per le persone fragili vittime di questo tipo di reati.

C.R.