Il contrasto alle disuguaglianze sanitarie e l’impatto delle condizioni sociali e degli effetti climatici sulla salute pubblica sono stati al centro della riunione congiunta di diverse commissioni consiliari della Città di Torino riunite sotto la presidenza di Vincenzo Camarda. L’incontro ha raccolto le analisi e le proposte degli esperti dell’11° Congresso della Società Italiana di Medicina Tropicale e Salute Globale, uno spunto ed un contributo all’orientamento delle politiche cittadine verso la prevenzione e la tutela delle fasce più fragili della popolazione.
Marco Albonico, medico e presidente SIMET, ha richiamato i principi della salute globale e dell’approccio One Health, evidenziando come la tutela della salute umana sia indissociabile da quella animale e ambientale. Citando i dati ISTAT sulla povertà assoluta e i principi della Costituzione e dei trattati internazionali, Albonico ha ribadito la necessità di trasformare le evidenze scientifiche in scelte politiche concrete a tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione.
Successivamente, Giuseppe Costa, docente di Igiene e Sanità Pubblica all’Università di Torino ed esponente di Health Equity Italy, ha illustrato la “metrica della salute disuguale”. Basandosi sui dati territoriali di Torino, Costa ha mostrato come, ad esempio, la prevalenza del diabete raddoppi passando dal 4% delle zone collinari fino all’8% delle periferie, con un’incidenza che risulta triplicata tra chi ha un basso titolo di studio. Poiché il sistema sanitario garantisce risposte terapeutiche omogenee una volta insorta la patologia, l’equità si gioca soprattutto sulla prevenzione e sui determinanti sociali, le cui disparità si riflettono in modo analogo anche su altre malattie croniche e sulla speranza di vita nei vari rioni torinesi.
Sui legami tra crisi climatica e salute si è concentrato Guido Calleri, medico malattie infettive e tropicali dell’Ospedale dell’ospedale Amedeo di Savoia, il quale ha spiegato come il riscaldamento globale stia favorendo la circolazione di infezioni vettoriali come dengue e chikungunya, accanto al persistere di malattie tropicali neglette come chagas e schistosomiasi. Calleri ha evidenziato le criticità legate alle diagnosi di laboratorio e alla grave carenza di farmaci essenziali non reperibili sul mercato, sollecitando un aiuto istituzionale per potenziare gli screening e garantire la disponibilità delle terapie.
Infine, Elena Mazzola, medico referente per Medici Senza Frontiere, ha affrontato l’impatto della detenzione amministrativa nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) sulla salute fisica e mentale. Richiamando i dati del Garante Nazionale sulle centinaia di episodi di autolesionismo e tentati suicidi registrati al CPR di Torino, Mazzola ha sottolineato che la privazione della libertà e l’incertezza costituiscono di per sé una condizione negativa di salute. Ha quindi evidenziato la necessità che la Città vigili prima di ogni eventuale ampliamento della struttura, privilegiando la prevenzione e la presa in carico delle fragilità attraverso i servizi territoriali della rete sanitaria e sociale.
F.D’A.
