Citando il titolo di una delle più note commedie di Eduardo De Filippo, “Le voci di dentro” sarebbe stato uno splendido titolo per la raccolta di racconti di vita che è stata presentata oggi pomeriggio presso lo stand di Città e Città Metropolitana presso il Salone del Libro, per iniziativa della Presidenza del Consiglio comunale.
L’antologia, per la quale è stato scelto il titolo di “Quadri E/Motivi”, è infatti il frutto di un progetto realizzato dall’associazione Aporti Aperte all’interno della casa circondariale “Lorusso e Cutugno”. Un laboratorio di scrittura che ha coinvolto un gruppo di persone detenute nella sezione di alta sicurezza del carcere, che hanno saputo mettere nero su bianco, con l’appoggio di volontari e volontarie di Aporti Aperte, una serie di racconti all’insegna di una varietà forse inaspettata. C’è la storia a sfondo quasi autobiografico che disegna un percorso di riappropriazione della propria vita, ci sono ricordi di un felice rapporto con il mare, ma nelle pagine seguenti si trova anche il testo di C. – presente all’incontro di questo pomeriggio – che gioca con le parole per costruire il divertente e dissacrante menù di un ristorante di fantasia.
Quattordici storie, non necessariamente legate all’esperienza carceraria che gli autori stanno vivendo, nelle quali si riflette una porzione di società che ha commesso errori, anche gravi, anche talvolta causando grandi sofferenze ad altre persone, ma che mentre paga il proprio debito dietro le sbarre non rinuncia ai propri ricordi, ai propri sogni e soprattutto ai progetti – e concreti percorsi – di ricostruzione della propria esistenza una volta “fuori”.
La presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo (a destra) e la Garante dei Detenuti della Città di Torino, Diletta Berardinelli
Percorsi che hanno bisogno anche delle attività culturali in carcere, di teatro, di scrittura, di studio e formazione. Ne è stata un esempio, offerto all’affollata platea, la testimonianza di Kija, ex detenuto che ha ritrovato il suo posto nel mondo, dopo vari anni trascorsi in carcere, attraverso lo studio, fino al livello universitario, e il lavoro. In una sala pressoché al completo, la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo ha condotto l’incontro coordinando gli interventi, oltre che di Kija e C., della Garante dei diritti delle persone private della libertà personale Diletta Berardinelli – che ha riassunto le attività del suo ufficio non solo nei luoghi di detenzione ma anche nello svolgere attività educative nelle scuole – e di Alfredo Amedeo, referente di Aporti Aperte per il progetto che ha dato vita al libro.
Grippo ha tra l’altro ricordato la costante attenzione rivolta dal Consiglio comunale da lei presieduto al mondo delle carceri torinesi. Un’attenzione, ha evidenziato la presidente del Consiglio comunale, che si manifesta attraverso un costante rapporto di collaborazione con la Garante e con le associazioni di volontariato attive nei luoghi di pena, oltre che tramite le attività istituzionali della Commissione Legalità, la quale in questo mandato amministrativo ha anche assunto le competenze relative a sistema penitenziario e vittime di reati.