Vergarolla, la strage dimenticata. Da oggi un giardino ricorda le vittime

Lo scoprimento della targa. Con la presidente del Consiglio Comunale, Maria Grazia Grippo, il consigliere Andrea Russi, Antonio Vatta e Nello Belci

Da questa mattina, il giardino di corso Belgio all’angolo con lungo Po Antonelli, nella Circoscrizione 7, è dedicato alle vittime della strage di Vergarolla, avvenuta il 18 agosto 1946 sulla spiaggia di Pola, a seguito dell’esplosione di materiale bellico che causò la morte di oltre 60 persone (principalmente italiani) e un centinaio di feriti. L’evento, senza colpevoli ufficiali ma attribuito ai servizi segreti jugoslavi, accelerò l’esodo giuliano-dalmata della popolazione italiana.

La presidente del Consiglio Comunale, Maria Grazia Grippo

E’ un momento molto atteso che si inserisce nel quadro delle iniziative di memoria intrapreso da parte dell’Amministrazione comunale per continuare ad onorare le migliaia di persone coinvolte nei dolorosi eventi che 80 anni fa segnarono in modo indelebile il fronte orientale del Paese”. Con queste parole la Presidente del Consiglio Comunale e della Commissione Toponomastica ha aperto il suo intervento, portando il saluto del sindaco e ringraziando le autorità, il collega consigliere Andrea Russi, “tra quelli che ha sensibilizzato fortemente la sottoscritta» e i rappresentanti delle associazioni degli esuli.

La Presidente ha sottolineato come la Città di Torino abbia accolto l’invito del Capo dello Stato Mattarella a rimuovere la cortina di indifferenza e persino di ostilità che per troppi anni ha avvolto le vicende legate alle violenze contro le popolazioni italiane dei territori di confine nel dopoguerra. “Un cammino, quello di Torino, compiutosi nel solco di una accoglienza a favore dei profughi a partire dal quartiere di Lucento, dove da più di 20 anni si custodisce la targa in onore degli esuli che nel villaggio Santa Caterina trovarono riparo dalle persecuzioni, ma soprattutto trovarono la possibilità di costruirsi una vita nuova”, ha affermato Grippo.

Il giardino di corso Belgio

Il percorso per l’intitolazione, cominciato nel 2022, ha subito una svolta fondamentale nel febbraio del 2025 in Sala Rossa, durante la celebrazione della Giornata del Ricordo alla presenza di Egea Haffner. La Presidente ha ricordato le parole di un articolo di giornale che denunciava come nel 70º anniversario della strage si scrivesse: «Mai un Presidente della Repubblica su quella spiaggia, mai una pagina sui libri di scuola. Vergarolla non esiste».

Fu per quelle parole che lessi – ha spiegato la Presidente – che scelsi di comunicare nella cerimonia ufficiale del Giorno del Ricordo, nel febbraio 2025, davanti a Egea Haffner la conclusione dell’iter relativo all’intitolazione di questo giardino, un luogo, questo, trovato di concerto con l’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia”.

Oggi, nell’80º anniversario di quel giorno che inferse una ferita impossibile da rimarginare, ha sottolineato Grippo, la Città di Torino vede definitivamente squarciata la coltre di indifferenza.

Vergarolla, ha evidenziato infine la Presidente della Sala Rossa, ci parla ancora, ci parla delle periferie della storia, ma ci parla anche delle derive del presente, ci parla del dovere di difendere la dignità delle persone costrette a lasciare la propria terra senza che l’abbiano scelto”.

In precedenza, un commosso Antonio Vatta, presidente del Comitato provinciale di Torino dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia,

Alla cerimonia anche i labari dei comuni di Istria e Dalmazia

aveva ringraziato l’Amministrazione comunale e, in particolare, la presidente della Commissione Toponomastica.

Nello Belci, consigliere dell’Associazione Italiani di Pola e Istria – libero Comune di Pola in esilio ha invece evidenziato come la strage del 18 agosto 1946 di Vergarolla, a differenza delle altre grandi stragi che hanno segnato e ferito la storia della Repubblica Italiana, costantemente commemorate e centrali nella memoria pubblica, sia rimasta a lungo una strage non ricordata, dimenticata e rimossa dai libri di scuola e dal dibattito nazionale per una pesante cortina di indifferenza.

Federico D’Agostino