Per completare il prolungamento della Linea 1 della Metropolitana di Torino verso Rivoli occorreranno circa 70 milioni di euro di risorse aggiuntive – suddivisi in 40 milioni per le opere civili e 30 milioni per la gestione degli altri appalti – insieme a un percorso procedurale di circa un anno e mezzo per riaffidare l’opera e a successivi 3 anni di cantieri per l’esecuzione dei lavori e le relative prove funzionali. Attualmente lo stato di avanzamento vede il Lotto 1 completato all’85,45% (con le gallerie al 100%), il Lotto 2 al 71,12% (gallerie al 96%), l’ampliamento dell’officina treni al 69,59% e il nuovo deposito all’85,44%. È il quadro emerso nel corso della II Commissione Consiliare Trasporti, presieduta da Antonio Ledda, durante la quale il Responsabile Unico del Progetto, Fabio Bolognesi di Infra.To ha ripercorse le tappe che hanno portato allo stallo e alla necessità di riprogrammare i lavori per terminare l’infrastruttura. La causa principale dello stop risiede nella grave crisi finanziaria che ha colpito la società Italiana Costruzioni Infrastrutture S.p.A. (ICI), titolare dei Lotti 1 e 2. L’iter di insolvenza si è aperto il 12 maggio 2026 con la richiesta di concordato preventivo e di misure cautelari, queste ultime rigettate dal Tribunale di Roma il 3 giugno. Successivamente, il 25 giugno, il Tribunale ha dichiarato inammissibile la proposta di concordato, portando l’azienda a chiedere la liquidazione il 7 luglio. Preso atto della situazione, il 10 luglio 2026 il CdA di Infra.To ha deliberato la risoluzione formale dei contratti d’appalto, coincisa con la dichiarazione di liquidazione giudiziale di ICI senza autorizzazione all’esercizio provvisorio dell’impresa. Nelle settimane antecedenti al recesso, Infra.To aveva attivato una serie di misure straordinarie di tutela economico-sociale, pagando direttamente subappaltatori, fornitori, stipendi delle maestranze, contributi previdenziali e polizze CAR, al fine di garantire la continuità dei cantieri e salvaguardare i lavoratori coinvolti. Sotto il profilo finanziario e strutturale, le opere civili del Lotto 1 (dal valore di circa 65 milioni di euro) contano un residuo da realizzare pari a circa 9,4 milioni, mentre il Lotto 2 (dal valore di circa 77 milioni) registra un valore residuo di circa 22,2 milioni. Per l’ampliamento dell’officina treni (valore 6 milioni di euro) e per il nuovo deposito (valore 4,8 milioni di euro) restano da eseguire interventi rispettivamente per 1,8 e 0,7 milioni di euro. Un quadro avanzato ma non concluso riguarda le stazioni Certosa, Collegno Centro, Leumann e Cascine Vica. Per ripartire, la tabella di marcia di Infra.To prevede ora 6 mesi per redigere lo stato di consistenza delle opere, da 3 a 6 mesi per la riprogettazione, 6 mesi per l’espletamento della nuova gara d’appalto e, infine, 3 anni per la realizzazione effettiva, comprensiva dei collaudi e test funzionali necessari per la messa in esercizio dell’infrastruttura.
Durante la riunione, il vice sindaco della Città metropolitana, Jacopo Suppo ha espresso preoccupazione per i disagi subiti dai Comuni interessati alla metro 1. Preoccupazione rimarcata dal Sindaco di Collegno, Matteo Cavallone, che ha sottolineato il grave impatto sulla viabilità e sul commercio, segnalando una pesante desertificazione delle attività economiche lungo l’asse interessato. Per superare l’attuale stallo burocratico, i sindaci richiedono con urgenza al Governo la nomina di un commissario straordinario e i settanta milioni di euro necessari al completamento delle opere civili e hanno programmato una manifestazione istituzionale per il 10 ottobre, volta a sensibilizzare le autorità nazionali sulla necessità di accelerare i tempi.
In chiusura, da parte dell’Assessora ai Trasporti, Chiara Foglietta, è giunto un forte appello alla coesione politica territoriale, esortando i rappresentanti di ogni schieramento a fare squadra presso il Governo e la Regione. L’obiettivo finale è sbloccare i cantieri giunti ormai all’80% della realizzazione, garantendo trasparenza sui costi per evitare ulteriori stalli.
