Attività culturali e politiche dell’abitare: la Fondazione per l’architettura/Torino incontra la Commissione Urbanistica

L'ex mercato ittico di Porta Palazzo, oggi spazio polifunzionale per eventi culturali e mostre

Occasione di confronto, a Palazzo Civico, tra la Commissione Urbanistica della Città di Torino, presieduta da Tony Ledda, e la Fondazione per l’Architettura Torino che ha presentato un ampio quadro delle sue attività culturali, formative e sociali. Guidata dalla presidente Alessandra Siviero e dalla direttrice Raffaella Lecchi, la Fondazione ha mostrato come il progetto architettonico possa farsi strumento concreto di relazione, cura del territorio e trasformazione della comunità.

Al centro dell’esposizione ha assunto risalto la tematica dell’abitare, portata all’attenzione del pubblico attraverso la recente edizione del Festival Architettura Torino. Svoltasi nella cornice dell’xx mercato ittico di Porta Palazzo — edificio storico riaperto alla città come cantiere di rigenerazione urbana —, la manifestazione ha preso le mosse dalla domanda provocatoria “Chi abiterà le case vuote?”. L’iniziativa ha voluto ribaltare il luogo comune che associa l’immobile inutilizzato alla sola condizione di degrado o povertà, invitando a leggerlo come uno spazio denso di opportunità e di potenziale rigenerativo per i quartieri.

Durante i lavori in Commissione è emerso chiaramente come la casa non possa più essere considerata soltanto sotto un profilo emergenziale o puramente quantitativo. I rapidi mutamenti demografici, la spinta dei costi economici, la crisi climatica e la necessità di riuso adattivo del patrimonio esistente impongono infatti di ripensare radicalmente i modelli abitatitivi. In linea con le indicazioni europee che definiscono la casa una vera e propria infrastruttura sociale, il lavoro della Fondazione mira a rimettere la qualità progettuale al centro delle politiche pubbliche. Questa riflessione sull’abitare sostenibile e accessibile si inserisce inoltre in un percorso pluriennale strutturato, inteso ad accompagnare il capoluogo piemontese verso la candidatura a Capitale Europea della Cultura 2033.

Oltre al focus residenziale, la presentazione ha toccato i molteplici ambiti in cui la Fondazione opera. Dalle iniziative di welfare culturale come “Cultura di Base”, che porta gli ambulatori pediatrici negli spazi delle biblioteche civiche, ai percorsi di educazione spaziale per i più giovani con la scuola SOU, fino alla promozione di concorsi di progettazione e alla formazione professionale avanzata, che include l’impiego etico dell’intelligenza artificiale e la nuova offerta “Filmopolis” legata ai mestieri del cinema. L’intervento in Commissione Urbanistica ha così restituito l’immagine di un ente dinamico, capace di connettere istituzioni, professionisti e cittadini per progettare una città più inclusiva, consapevole e attenta alle forme del vivere contemporaneo.

F.D’A.