Gli uccelli possono raccontare molto della qualità ambientale di una città. È partito da questa considerazione l’incontro delle Commissioni Ambiente e Urbanistica – coordinato da Amalia Santiangeli – che a Palazzo civico ha approfondito i risultati delle ricerche condotte dal Bird Lab Torino, laboratorio del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università di Torino, con il professor Dan Chamberlain e il dottor Riccardo Alba. Lo studio ha preso in esame duecentoquattro punti di ascolto distribuiti sul territorio cittadino, dal verde urbano alle aree maggiormente impermeabilizzate, con rilevazioni standardizzate e analisi dell’habitat circostante. I risultati mostrano che aumentare la superficie vegetata può accrescere sensibilmente la ricchezza di specie: in uno scenario modellizzato, un incremento del cinquanta per cento della copertura erbacea produrrebbe un aumento delle specie previste del 7,8 per cento nelle aree residenziali e dell’11 per cento in quelle industriali. Non conta però soltanto la quantità di verde, ma anche la sua qualità. Alberi maturi, prati, arbusti, vegetazione a diverse altezze e presenza d’acqua contribuiscono a creare habitat più diversificati, mentre la perdita del verde rappresenta uno dei rischi principali per la biodiversità urbana. Dalla ricerca arrivano quattro indicazioni per Torino: proteggere alberi maturi, boschi e fasce fluviali; ridurre l’asfalto soprattutto dove prevale il costruito; diversificare la vegetazione; rigenerare le aree degradate, periurbane e agricole. Il tutto accompagnato da una verifica degli effetti prima e dopo gli interventi.
Al dibattito sono intervenuti: Ledda – Greco – Iannò – Tuttolomondo – De Benedictis.
(Roberto Tartara)
