AI e lavoro umano, il caso Covisian in commissione Lavoro

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L’AI distrugge necessariamente posti di lavoro, azzerando il valore – e quindi la necessità – del fattore umano?
È uno dei temi del momento: delle conseguenze che stanno derivando – e ancora di più deriveranno in futuro – dal crescente uso dell’intelligenza artificiale discutono, al loro interno e tra loro, imprese e sindacati e anche il mondo politico inizia ad avere una crescente attenzione. La III commissione Lavoro, presieduta da Pierino Crema, ha oggi ricevuto Gabriele Moretti, amministrazione delegato di Covisian (e anche, ormai parecchi anni fa, consigliere comunale in Sala Rossa). Covisian è, se non la più grande azienda di customer care attiva in Italia, la principale in mani italiane, ha spiegato Moretti, pur precisando che si tratta di un’azienda nel novero delle multinazionali. L’ad ha snocciolato i dati della forza lavoro aziendale, con circa 17mila persone in organico in vari Paesi, quasi un quarto delle quali in Italia. Torino, dove l’azienda impiega 864 persone, è il centro operativo più grande dello Stivale, seguita da Milano e Roma. In Italia, è elevata la quota di donne (70%) e di persone oltre i cinquant’anni anni di età (quasi il 30%).
Moretti ha sostenuto che la filosofia alla quale si ispira l’azienda, rispetto al rapporto AI/risorse umane, si riassume nel principio “Inoltre, non invece”. La sfida, ha sottolineato, grazie a investimenti tecnologici e particolari brevetti è quella di utilizzare l’AI, nella gestione dei call center e degli altri servizi di customer care, per migliorare le prestazioni delle persone che lavorano in azienda, che si appoggeranno sulle risorse offerte dall’intelligenza artificiale per, citando uno dei primi elementi di contenimento dei costi del servizio, abbattere i tempi delle conversazioni telefoniche con gli utenti. Tagliare i tempi, ha spiegato l’ad di Covisian, ma con una qualità più elevata di servizi, fornendo agli utenti, con l’impiego dell’AI da parte dell’operatore, informazioni più precise e quanto necessario per garantire la loro soddisfazione. Una sfida complicata, ha voluto precisare Moretti, in un settore che, a livello internazionale, vede nei massicci tagli di mano d’opera uno dei principali fattori di risparmio. Un risparmio che le grandi aziende clienti di Covisian e delle altre imprese del settore reclamano fortemente, ha sottolineato l’ad, il quale si è poi detto disponibile a un costante confronto con le rappresentanze sindacali, anch’esse presenti all’incontro seppur senza facoltà di intervenire, dato che erano già state ascoltate in Commissione prima dell’estate. Il tema ha destato parecchio interesse da parte di consigliere e consiglieri, alcuni dei quali (Catanzaro, Magazzù, Russi e Firrao) sono intervenuti con domande e richieste di approfondimenti, soprattutto sul tema occupazionale e dell’organizzazione del lavoro.
(Claudio Raffaelli)