I beni confiscati alle mafie possono diventare luoghi di comunità, lavoro, inclusione, partecipazione. È il principio della campagna “Diamo linfa al bene”, presentata in Commissione Legalità a Palazzo civico da Libera Piemonte, nel trentennale della legge 109 del 1996 che ha introdotto il riutilizzo sociale dei patrimoni sottratti alla criminalità organizzata. La proposta illustrata da Andrea Turturro è concreta: destinare stabilmente il due per cento del Fondo Unico di Giustizia – quota inutilizzata del fondo alimentato dai beni mobili sequestrati o confiscati – a investimenti per recuperare i beni confiscati. Una dotazione stimata di 92 milioni capace di sostenere le realtà che operano sui territori. In Piemonte e a Torino – nel capoluogo la capacità di riutilizzo dei beni è circa del 28 per cento, dato nella media regionale – sono numerosi i patrimoni confiscati da valorizzare. La campagna rilancia una stagione di impegno civile che, a trent’anni dalla legge 109, ribadisca il valore della restituzione alla collettività. Il presidente della Commissione Luca Pidello ha preannunciato il varo di una mozione in favore della campagna sottoscritta da tutte le forze politiche dell’assemblea che andrà al voto in Consiglio comunale. Ai lavori ospitati nella sala Orologio di Palazzo civico sono intervenuti la vicesindaca Favaro – Liardo – Patriarca – Castiglione – De Benedictis – Diena – Cioria – Tuttolomondo – Saluzzo.
(Roberto Tartara)
