Cerrato in Consiglio regionale per discutere della situazione delle carceri piemontesi

Il capogruppo del Partito democratico a Palazzo civico, Claudio Cerrato, è intervenuto durante il Consiglio regionale di martedì 13 ottobre, seduta interamente dedicata al tema del “Sistema penitenziario in Piemonte: condizioni delle persone sottoposte a detenzione e del personale di Polizia Penitenziaria”. Nel suo intervento, Cerrato, prendendo spunto dagli appunti della Garante Diletta Belardinelli, ha stigmatizzato la difficoltà incontrate nel lavoro di rieducazione dei detenuti. Colpa, non del personale operativo, ma delle condizioni in cui si trova ad operare. Per dimostrarlo, Cerrato ha utilizzato i numeri che fotografano l’attuale situazione del “Lorusso e Cutugno” al 19 settembre di quest’anno: 1.564 persone detenute a fronte dei 1119 posti previsti. Gli educatori, come previsto dalla pianta organica sono 18. Uno ogni 87 detenuti. Per Cerrato risulta evidente l’impossibilità di progettare percorsi individuali. “Si rincorrono le urgenze”. Discorso simile vale per gli agenti della Polizia Penitenziaria: 692 agenti in servizio su 901 previsti. Ne mancano 209, quasi uno su quattro. Poi un cenno al lavoro, lo strumento più efficace per progettare il reinserimento nella vita sociale. 40 detenuti lavorano per cooperative, altri 274 nell’amministrazione interna: pulizie, distribuzione dei pasti e manutenzione, a rotazione trimestrale. Uno su cinque ha un’occupazione. Ma il dato più sfavorevole ci ricorda che in meno di tre su cento svolgono un lavoro simile a quello che dovranno cercare una volta usciti. Questi sono i numeri. Nella seconda parte del suo intervento, Cerrato si è poi preoccupato di spiegare quali interventi sono in capo alla Città, specificando che il Comune non gestisce il carcere, ma se ne occupa su due livelli: in Consiglio comunale, con i lavori della Commissione speciale Legalità, e in Giunta, con la vicesindaca Michela Favaro che ha una delega specifica sul tema. L’operatività: dal 2023 al “Lorusso e Cutugno” è attivo lo Sportello di Rete civica per i dimittendi che accompagna i residenti a #Torino negli ultimi due anni di pena per attivare una dote individuale verso il reinserimento. Per chi ha un’età compresa fra i 14 e i 25 anni, la Città propone corsi professionalizzanti per la riparazione di auto e biciclette, saldatura, impianti mentre nel 2025 è stato firmato un protocollo con Amiat per la formazione e l’inserimento lavorativo. Infine, ad aprile 2026 il Consiglio comunale ha chiesto all’unanimità di estendere gli incentivi della legge Smuraglia alle imprese che assumono persone in misura alternativa.
Marcello Longhin