Torino si prepara a celebrare una delle ricorrenze più suggestive e partecipate del proprio calendario interculturale: la Festa della Luce (Diwali), un appuntamento radicato, in costante crescita e capace di tessere legami profondi all’interno del tessuto cittadino. L’evento, promosso dalla comunità induista, è stato presentato questa mattina nella Sala Carpanini di Palazzo Civico.
La vicepresidente del Consiglio Comunale, Ludovica Cioria, ha portato il saluto dell’Amministrazione sottolineando il valore civico e culturale della manifestazione ripartita dopo il Covid con una grande forma di resistenza culturale e, ha sottolineato, pronta per essere consacrata a tutti gli effetti come una tradizione ricostruita, come una piacevole aspettativa per la città di Torino. I numeri della Festa della Luce, ha evidenziato Cioria, in crescita costante dimostrano che si sta “facendo” comunità attorno a una cultura. “Quando ascoltiamo la parte più dubbiosa e sofferente della convivenza, ha sottolineato, dimentichiamo quella più bella dell’arricchimento e dello scambio. Il Diwali è un viaggio all’interno di noi stessi, che ci offre l’unione con un’intera comunità, quella indiana a Torino, grande, importante, radicata e storica. In una società molto individualista come la nostra, questi sono momenti di resistenza culturale ed estrema gratitudine.”
A seguire è intervenuta la rappresentante dell’Unione Induista Italiana, Svami Chidananda Giri, che ha descritto la festa come uno strumento prezioso di conoscenza reciproca e di apertura:“La festa della luce è un simbolo trasversale a tutte le fedi e a chi non si riconosce in un’appartenenza religiosa, perché rappresenta la positività e la speranza in un mondo che purtroppo vediamo ogni giorno sempre più buio. È uno strumento per mantenere accesa la fiamma della speranza intesa come atteggiamento proattivo. L’obiettivo è promuovere la conoscenza attraverso la gioia, il rito, lo scambio e la condivisione, aprendoci al territorio per costruire amicizia e superare la paura dell’altro.”
Antonietta Altamore del Coordinamento spontaneo ha illustrato il ricco programma di iniziative — tra stand culturali, artigianato, yoga, libri, laboratori di sostenibilità e la tradizionale condivisione del cibo — che si svilupperà dal 21 al 29 ottobre confermando come la Festa della Luce continui a essere un faro di coesione sociale, incontro e bellezza per tutta la cittadinanza torinese.
