Grazie ad un investimento complessivo di 13,5 milioni di euro, 2,55 finanziati nell’ambito del PNRR, e una capacità di 66.500 tonnellate annue, RismA è il primo impianto, operativo nel nostro Paese, capace di separare con un unico processo, sei diverse tipologie di frazioni per trasformare la carta in nuove materie prime. Risma è l’acronimo di Recupero integrato selezione materia Amiat, si trova a Collegno ed è stato realizzato per selezionare e valorizzare la carta della raccolta differenziata della città e di alcuni Comuni della Città Metropolitana. Inaugurato ad aprile, l’impianto si trova all’interno di una struttura di proprietà dell’Amiat che fino a due anni fa trattava la plastica ed è stato riconvertito dopo due anni di lavori. I dettagli dell’operazione, sono stati raccontati questo pomeriggio dalla presidente dell’azienda, Paola Bragantini, ospite di una riunione di sesta commissione, presieduta da Amalia Santiangeli. Bragantini ha spiegato che le sei frazioni selezionate all’interno di RismA, sono: il soft mix, carta con una percentuale molto ridotta di cartone; la carta bianca da ufficio; giornali e riviste; i contenitori per bevande che mescolano carta, plastica e alluminio; il cartone e il cartone ondulato. La prima separazione, meccanica, divide per dimensioni del prodotto conferito ma, la novità più importante riguarda la fase successiva quando, grazie sensori infrarossi e un software di intelligenza artificiale, vengono divise frazioni simili alla vista, ma caratterizzate da valori differenti. Le fasi seguenti sono più “classiche” e comportano il pressaggio, lo stoccaggio e l’avvio al riciclo, presso altre aziende specializzate, per la produzione di nuova carta e cartone. L’impianto, collocato in un’area di 30mila metri quadrati, di cui 9mila coperti, può trattare fino a 8 tonnellate all’ora di #carta e #cartone ma è previsto che possa arrivare a trattarne fino a 10, 11 tonnellate all’ora quando sarà a regime.
Marcello Longhin
