I sindacati preoccupati per l’automotive torinese

La situazione del sistema #automotive torinese è grave, non lo scopriamo certo oggi. Le scelte per il futuro dell’auto sono complicate dallo sfavorevole contesto internazionale e dallo scenario di fondo che presenta dubbi e incertezze su quale percorso intraprendere, nella consapevolezza che la scelta green, dovrà comunque essere faro illuminante del cammino. Preoccupazioni amplificate dalla perdurante crisi economica e dall’incertezza, sul piano occupazionale, che continua ad incidere sui lavoratori #metalmeccanici del nostro territorio. Per provare a fare il punto della situazione, questa mattina il presidente Pierino Crema ha invitato in Terza commissione i rappresentanti sindacali di categoria. Tutti concordi nel sostenere la necessità di un cambio di passo per restituire credibilità ad un comparto orfano di 12mila lavoratori, di aziende piccole e piccolissime destinate alla chiusura per mancanza di commesse, di un sistema locale che sta finendo nelle mani di gruppi stranieri o multinazionali. A #Mirafiori serve almeno un’altra linea produttiva, una nuova #auto da realizzare in quello che una volta era il centro nevralgico mondiale dell’auto. E serve tornare a #Torino centrale nel progetto Stellantis: “Torino non può vivere solo di memoria industriale”. Perché il declino della città dell’auto comporta anche la fine dell’ascensore sociale che ha rappresentato l’industria dell’auto, per molti lavoratori, negli anni passati. Chiedono un segnale dalla #politica, i sindacati, un osservatorio regionale che monitori la situazione e possa contribuire ad un eventuale rilancio. “Oggi la Commissione lavoro ha audito le rappresentanze sindacali del comparto metalmeccanico e ha ascoltato un grido dall’allarme diffuso, relativo alla paura di mancanza di continuità produttiva degli impianti automotive cittadini”, ha dichiarato al termine dell’incontro Michela Favaro, presente alla riunione. Per la vicesindaca: “I lavoratori e le lavoratrici chiedono nuovi modelli di vetture, che garantiscano in prospetto buoni livelli di occupazione, e hanno ribadito la necessità di un tavolo dí monitoraggio inter-istituzionale per monitorare la situazione. Come Città di Torino raccogliamo questo appello. Serve un tavolo, anche con Regione Piemonte, da far partire subito un progetto di rilancio dell’industria automobilistica torinese e per analizzare problematiche e prospettive”. In conclusione di lavori, Crema ha, invece, posto l’accento sull’importanza di partire dal presupposto che serve conoscere per capire. E per questo ha chiesto ai rappresentanti dei sindacati di condividere i numeri e i dati della crisi, per poterli studiare con maggiore attenzione insieme agli altri consiglieri della Commissione lavoro. Infine, Crema si è dichiarato favorevole rispetto alla necessità di istituire un tavolo che svolga le funzioni di osservatorio sulla situazione dell’automotive, ma che sia anche in grado di proporre soluzioni. Raccogliendo l’invito di alcuni rappresentanti, ha sostenuto che, ad esempio, il Tavolo potrebbe sollecitare gli istituti di credito a sostenere con la necessaria liquidità le piccole e medie imprese del settore che in questo momento di trovano maggiormente in affanno.

Marcello Longhin