Liste d’attesa nelle Rsa, in Quarta Commissione si fa il punto sull’emergenza e sulle possibili soluzioni

Le liste di attesa nelle Rsa sono state al centro della riunione del 17 luglio 2026 della Quarta Commissione, presieduta da Vincenzo Camarda (PD), durante la quale è stata audita la Fondazione Promozione Sociale.

Si tratta di un tema di oggettiva urgenza, che coinvolge anche i Pronto soccorso della città, ai quali si rivolgono molte persone in assenza di posti nelle strutture residenziali – ha affermato in apertura di seduta il presidente Vincenzo Camarda (PD).

Andrea Ciattaglia della Fondazione Promozione Sociale ha ringraziato presidente e commissari per l’invito e ha illustrato la situazione.

Dal 7 febbraio 2025 al 31 dicembre 2025 – ha detto – sono aumentate del 35% in tutto il Piemonte le persone non autosufficienti non convenzionate con le Asl in lista di attesa per le quote Lea in Rsa, passando da 8.592 a 11.616 (+3.024 persone); a Torino sono passate da 1.829 a 2.011 (+10%).

La tariffa della quota alberghiera in Rsa per le persone convenzionate con l’Asl ha spiegato Ciattaglia varia da 1.144 a 1.670 euro al mese (extra costi esclusi), mentre, privatamente, la tariffa va da 3.193 a 4.410 euro/mese.

Ha quindi evidenziato le criticità legate alle scarse risorse disponibili per i caregiver e alla mancata attivazione del progetto Rsa aperta.

La dottoressa Giuseppina Dassio, direttrice della struttura complessa Residenzialità Anziani (che include l’Unità di Valutazione Geriatrica – Uvg) dell’Asl Città di Torino, ha fornito i dati aggiornati al 1° luglio 2026.

Sono state presentate 3.866 richieste di inserimento in Rsa dal 1° gennaio al 30 giugno 2026 e ne sono state valutate 3.342 – ha dichiarato.

Al 30 giugno risultano in lista di attesa 204 persone urgenti (che vengono soddisfatte in 90 giorni, ha detto); 1.040 non urgenti; 686 differibili (un dato che rimane stabile negli anni, ha spiegato).

Nel 2025 sono state valutate 7mila persone – ha aggiunto.

Nel dibattito in Commissione, Angelo Catanzaro (PD) ha ringraziato la Fondazione per l’impegno e si è augurato che la Regione Piemonte finanzi nuovamente l’iniziativa Scelta Sociale.

Pierino Crema (PD) ha evidenziato l’aumento del fabbisogno senza un conseguente adeguato incremento delle risorse regionali. È necessario che la politica si faccia carico del problema – ha affermato – e metta in campo interventi strutturali, ad esempio attivando corsi gratuiti per Oss.

Siamo di fronte a una crisi di sistema – ha denunciato Claudio Cerrato (PD) – e siamo preoccupati perché vediamo famiglie sempre più in difficoltà nel gestire con dignità le persone anziane.

Tiziana Ciampolini (Torino Domani) ha chiesto approfondimenti sulla gestione familiare delle persone non autosufficienti.

È un’emergenza non solo nazionale, ma mondiale, che va affrontata con urgenza – ha ribadito Silvia Damilano (Torino Bellissima).

Le responsabilità sono di tutti: della Regione, ma anche del Comune di Torino – ha detto Andrea Russi (M5S).

Serve anche intervenire sui caregiver – ha sottolineato Anna Borasi (PD).

Va allargata l’assistenza, anche considerando che con il grande caldo sono aumentati i decessi delle persone anziane – ha aggiunto Valentino Magazzù (PD).

Dobbiamo tutelare tutte le persone fragili al di là dell’Isee e dello stato patrimoniale di cittadine e cittadini – ha affermato Ferrante De Benedictis (FDI) – e la Città deve investire più risorse per le persone anziane e per l’abitare.

Paola Maria Mollo, dirigente dei Servizi Sociali del Comune di Torino, ha spiegato che nel 2025 la Città di Torino ha compartecipato le quote di 1.102 persone anziane in Rsa e Ra (874 non autosufficienti, 228 autosufficienti) e di 980 persone con disabilità, con una spesa di 6,5 milioni di euro per le persone anziane e di 9,5 milioni per le persone con disabilità.

Ha quindi ricordato che a Torino è attivo il Piano Estate – che comprende servizi di domiciliarità, finanziati quest’anno anche dal Pnrr – per dare sollievo e assistenza alle persone anziane nei mesi più caldi.

Nella replica, Andrea Ciattaglia ha auspicato la convocazione di un’ulteriore seduta di Commissione entro la fine dell’anno, con la partecipazione del direttore generale Asl e dell’assessore comunale per fare emergere l’urgenza, che riguarda migliaia di Torinesi in attesa di un posto in Rsa e trovare insieme una soluzione.

In conclusione, il presidente Vincenzo Camarda (PD) ha evidenziato l’eccellenza dei servizi domiciliari messi in campo dalla Città di Torino e la necessità di ulteriori risorse per potenziarli e si è impegnato a convocare altre riunioni di Commissione per continuare il percorso avviato sui temi dell’assistenza e della domiciliarità.

Ha infine annunciato di avere convocato i parlamentari piemontesi in qualità di vicepresidente Anci per affrontare il tema della domiciliarità.

Massimiliano Quirico