Contrastare Hiv e Aids, prevenire le infezioni sessualmente trasmissibili (Ist) e promuovere la salute sessuale. È l’obiettivo del progetto Torino Fast Track City, presentato nella seduta del 10 luglio 2026 della Quarta Commissione, presieduta da Vincenzo Camarda (PD).
È una rete che coinvolge il Comune di Torino, l’Asl Città di Torino e associazioni del territorio per creare servizi intorno alle persone e ai loro reali bisogni – ha detto l’assessore al Welfare, Jacopo Rosatelli, spiegando che l’Amministrazione ha messo a disposizione un immobile in via Mazzini 44 per attività di screening in un contesto non sanitario, per incrociare più persone.
L’obiettivo – hanno affermato i responsabili del progetto – è favorire l’accesso ai servizi, contrastando marginalità e povertà, grazie al potenziamento delle reti di comunità.
Vengono effettuati test gratuiti per Hiv, sifilide, epatite B ed epatite C somministrati da personale dell’Asl Città di Torino e svolte attività di counselling in materia di sessualità – ha spiegato il medico Marco Tutone.
Tra i prossimi obiettivi – ha evidenziato Paolo Bianciotto, presidente di Casa Arcobaleno, associazione capofila del progetto – ci sono quelli di effettuare almeno 1.300 test all’anno e di continuare l’assistenza post diagnosi.
Nel dibattito in Commissione, Angelo Catanzaro (PD) ha chiesto maggiori approfondimenti sui dati; Valentino Magazzù (PD) sul supporto offerto dalla Città; Pietro Abbruzzese (Torino Bellissima) sul numero dei decessi da Aids.
Claudio Cerrato (PD) ha evidenziato l’ottima integrazione con il servizio sanitario pubblico per la presa in carico degli utenti e ha chiesto come si possa implementare ulteriormente l’attività di prevenzione.
Emanuele Busconi (AVS) ha ringraziato gli enti e l’Amministrazione per la progettualità avviata. Dobbiamo esserne orgogliosi – ha affermato – e provare a esportare questo modello a livello nazionale.
Investire in prevenzione è un risparmio per il sistema sanitario e può aiutare anche a ridurre l’ospedalizzazione – ha sottolineato Pietro Tuttolomondo (PD), auspicando che l’iniziativa possa essere estesa ad altri territori.
La diagnosi precoce è fondamentale – ha ribadito Ivana Garione (Moderati), che ha proposto il coinvolgimento dei consultori ginecologici.
Massimiliano Quirico
