La Sala Carpanini di Palazzo Civico ha ospitato, questa mattina, il convegno dal titolo “Totalitarismo, potere ed Europa” promosso dalla Fondazione Giorgio Amendola una tra le molteplici iniziative programmate per il centenario della scomparsa di Giovanni Amendola.
L’incontro ha rounito rappresentanti delle Istituzioni, studiosi e giovani ricercatori, con l’obiettivo di approfondire le trasformazioni storiche e politiche dell’Europa contemporanea e il ruolo del pensiero di Amendola nel dibattito democratico. Nel corso dell’evento, sono intervenuti anche i vincitori della Call for Abstracts dedicata al tema del convegno.
La Presidente del Consiglio Comunale, Maria Grazia Grippo, aprendo i lavori e ringraziando la Fondazione rappresentata dal Presidente, Prospero Cerabona, ha voluto onorare la memoria di uno dei padri dell’antifascismo, proiettandone il messaggio nelle sfide del presente.
Ha ricordato il profilo dello statista come oppositore al fascismo e, soprattutto, come uno dei primi intellettuali a intuire e analizzare la natura del “totalitarismo”.
Secondo Grippo, ripercorrere oggi i passi di Amendola è una necessità per interpretare le dinamiche contemporanee. L’Europa attuale, segnata da preoccupanti pulsioni illiberali e dal ritorno della guerra, richiede lo stesso sforzo critico che Amendola mise in campo un secolo fa, considerando il vecchio continente come punto di di approdo dello sforzo per contrastare il il totalitarismo.
Il Vicepresidente del Consiglio Regionale, Domenico Ravetti, ha indicato in Giovanni Amendola il primo interprete della minaccia totalitaria, definendo il suo rigore morale come la radice stessa dei nostri valori democratici.
In qualità di Presidente del Comitato per l’affermazione dei valori della Resistenza, Ravetti ha sottolineato come la Costituzione rappresenti oggi l’argine compiuto a quelle derive autoritarie che Amendola denunciò per primo.
Portando il saluto della Città di Torino, l’assessore Domenico Carretta ha sottolineato come Giovanni Amendola rappresenti un pilastro fondamentale dell’identità democratica torinese. Ha evidenziato come il convegno non sia solo una celebrazione accademica, ma un atto di impegno civile, necessario per ribadire il ruolo di Torino come città simbolo della Resistenza e della libertà.
Prima del saluto di Prospero Cerabona, Giovanni Battista Amendola, Presidente del “Comitato Nazionale per il Centenario Giovanni Amendola”, ha proposto un’analisi della salute della democrazia nel mondo di oggi. Secondo una ricerca dell’Economist, che ha elaborato un indicatore denominato Democracy Index basato su 60 parametri, emerge che i Paesi con regimi autoritari caratterizzati da pluralismo politico nullo o molto limitato, regressione del dissenso e censura sono 61, pari al 39,2% della popolazione mondiale, mentre i Paesi caratterizzati da sistemi pienamente democratici sono soltanto 26 e rappresentano il 6,6% della popolazione mondiale, in gran parte sono europei, oltre ad Australia, Nuova Zelanda e Canada. Sono 48 i Paesi caratterizzati da democrazia.
Tra i presenti al convegno anche il consigliere Claudio Cerrato.
F.D’A.
