Il consigliere comunale Giuseppe Ianno’ ha presentato un ordine del giorno con cui il Consiglio Comunale di Torino chiede al Sindaco e alla Giunta di farsi promotori, presso le sedi competenti, di un appello affinché venga valutata la concessione della grazia presidenziale a Mario Roggero.
Roggero, gioielliere di Grinzane Cavour (CN), il 28 aprile 2021 subì una rapina a mano armata nella propria attività, con minacce rivolte a lui, alla moglie e alla figlia. Nella fase successiva alla rapina, Roggero inseguì e colpì i rapinatori, causando la morte di due di loro e il ferimento di un terzo. Si trattava della nona rapina subita dall’imprenditore nel corso della sua attività.
La Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi, escludendo la sussistenza della legittima difesa poiché l’azione aggressiva dei rapinatori era da ritenersi conclusa al momento della reazione.
L’ordine del giorno richiama l’articolo 87 della Costituzione, che attribuisce al Presidente della Repubblica il potere di concedere la grazia come atto di clemenza individuale, e la giurisprudenza costituzionale (sent. n. 200/2006), secondo cui tale misura può essere concessa quando ricorrano ragioni umanitarie o di equità che rendano la pena eccessivamente gravosa rispetto alla condotta complessiva e alla vita del condannato.
Il documento sottolinea come Roggero risulti incensurato, con un percorso pluridecennale di attività imprenditoriale regolare, e come abbia agito in una condizione di forte esasperazione dopo reiterate aggressioni criminali subite nel tempo. Viene inoltre richiamato l’ampio dibattito pubblico e istituzionale suscitato dalla vicenda, con prese di posizione trasversali a sostegno di una misura di clemenza.
Con l’atto, il Consiglio impegna il Sindaco e la Giunta a trasmettere l’ordine del giorno alla Presidenza della Repubblica, al Ministero della Giustizia e alla Regione Piemonte, a sostegno di analoghe iniziative già assunte in altre sedi istituzionali. Il documento precisa espressamente che l’iniziativa non intende sindacare il merito della sentenza definitiva, ma sollecitare l’esercizio di uno strumento di clemenza previsto dall’ordinamento costituzionale.
Giuseppe Iannò – Torino Libero Pensiero
