Ormai parecchi anni fa, un ministro della Repubblica suscitò un grande dibattito avendo definito le tasse come “una cosa bellissima”. Apparentemente infelice, la definizione racchiude in sé una verità inoppugnabile: i servizi che diamo per scontati, dall’istruzione pubblica alla manutenzione delle strade, passando per i vigili del fuoco o per le educatrici dell’asilo nido, proviene dai tributi versati dalla cittadinanza. Sottrarsi al pagamento dei tributi non significa soltanto infrangere una regola, ma vuol dire togliere alla comunità una parte dei suoi diritti.

Il concorso “Cittadini del futuro: ribaltiamo i luoghi comuni sulle tasse”, bandito dall’Agenzia delle Entrate – Direzione regionale del Piemonte, ha inteso coinvolgere attivamente in questa riflessione gli allievi e le allieve delle scuole medie superiori subalpine. Sono state 33 le scuole a partecipare, coinvolgendo quasi 1500 ragazze e ragazzi. I lavori presentati hanno utilizzato forme e strumenti della comunicazione propria di questa ultima generazione: video, reels, podcast e meme. La cerimonia di premiazione ha avuto luogo oggi presso il Circolo Ufficiali di Torino.

Vincitori ex aequo sono risultati il cortometraggio “Fisco giusto, fisco sicuro”, presentato dall’IIS Oscar Romero di Rivoli e il video “Nullia vs Civitas” dell’IIS Sebastiano Grandis di Cuneo, seguiti da “Il Funghetto”, dell’IIS Blaise Pascal di Giaveno
Alla cerimonia ha preso parte, in rappresentanza della Città di Torino, la consigliera Anna Borasi, presidente della I commissione Bilancio. Borasi ha definito l’iniziativa come “intelligente e coraggiosa. Parlare di educazione fiscale a una platea di giovani”, ha aggiunto la consigliera, “significa parlare di responsabilità e di impegno ma anche di diritti, di cittadinanza attiva e di partecipazione.
Forse i ragazzi e le ragazze comprendono meglio degli adulti – orientati al futuro com’è giusto che siano – come il fisco sia uno strumento attraverso cui una società sceglie di investire nella scuola, nella salute, nei trasporti, nella cultura. In altre parole, nel bene comune”, ha concluso l’esponente del Consiglio comunale.
(C.R.)
