Vent’anni di Torino Pride

Si svolgerà sabato 6 giugno 2026 la nuova edizione del Torino Pride. In vista dell’appuntamento, sono stati auditi gli organizzatori della manifestazione nella seduta del 28 maggio 2026 della Commissione Diritti e pari opportunità, presieduta da Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – DemoS).

È un momento importante, di cui siamo molto orgogliosi – ha dichiarato la coordinatrice del Torino Pride, Margherita Jannon – che celebra i vent’anni della manifestazione torinese, vent’anni di lotte e di lavoro sul territorio.

Il percorso del corteo di quest’anno è stato in parte modificato. È previsto il concentramento alle ore 14.30 in corso Massimo d’Azeglio, all’angolo con corso Vittorio Emanuele II, da dove si partirà verso le ore 15.30, per percorrere il corso fino a Largo Vittorio Emanuele, da dove si svolterà verso destra, in corso Galileo Ferraris, per raggiungere via Cernaia e poi attraversare via Pietro Micca, piazza Castello e via Po, per poi arrivare in piazza Vittorio Veneto, dove sarà allestito il palco per le orazioni.

Come sempre, verrà dedicata grande attenzione all’accessibilità al corteo per le persone con disabilità, prevedendo anche zone di decompressione lungo il percorso e, grazie all’impegno del Comune di Torino, un palco accessibile a persone con disabilità motoria.

È prevista la partecipazione alla manifestazione delle cantautrici Francamente e Mc Nill e di Ambra Angiolini con la figlia Jolanda Renga – ha annunciato Margherita Jannon.

Ance quest’anno è stato elaborato un manifesto politicopredisposto sulla base di quello del 2025, modificato e integrato in seguito al confronto avvenuto in un’assemblea pubblica – sviluppato su cinque macroaree tematiche: persona, famiglie, salute, istituzioni e società, mondo.

Dal 2006 lottiamo a Torino per una società più giusta, non discriminante e accogliente – ha affermato Alessandro Battaglia, coordinatore dell’Euro Pride 2027 – e lo faremo pure quest’anno, anche perché l’Italia continua a esser il fanalino di coda in Europa per la tutela dei diritti delle persone lgbtqia+.

La vostra battaglia è la nostra battaglia – ha detto la presidente Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – DemoS).

Nel dibattito in Commissione, Silvio Viale (+Europa, Radicali Italiani) ha ripercorso la sua partecipazione a tutti i Pride che si sono svolti a Torino, evidenziando i risultati raggiunti nel corso degli anni, come il Registro delle unioni civili. Ha quindi denunciato lo “stallo” sul riconoscimento dei figli delle coppie omosessuali e ha chiesto approfondimenti sul bilancio finanziario della manifestazione e sui rapporti con la comunità ebraica in vista dell’organizzazione dell’Euro Pride 2027 a Torino.

Ivana Garione (Moderati) ed Emanuele Busconi (Sinistra Ecologista) si sono interrogati sui risultati raggiunti e su quelli ancora da ottenere per ampliare la tutela dei diritti.

Sono stati fatti molti progressi negli ultimi vent’anni, ma dobbiamo continuare a tenere alta l’attenzione e a lavorare per abbattere le barriere – ha ribadito Simone Tosto (PD).

Abbiamo aderito al manifesto e all’evento come Movimento 5 Stelle – ha affermato Valentina Sganga (M5S) – ma ci sono ancora molte resistenze politiche da vincere.

Grazie al Pride è cresciuta negli anni anche Ready, la Rete nazionale delle Regioni e degli Enti Locali per prevenire e superare l’omolesbobitransfobia – ha ricordato l’assessore ai Diritti, Jacopo Rosatelli. Così come – ha aggiunto – è aumentato il consenso rispetto alla proposte avanzate dagli organizzatori della manifestazione.

Massimiliano Quirico