

Come ormai noto da tempo, dal 18 al 26 giugno del prossimo anno, Torino sarà la sede dell’Europride. Una data ancora lontana per un evento che richiede, però, una programmazione adeguata. Un lavoro preparatorio già iniziato a ridosso del novembre 2024 quando, a Porto, l’assemblea generale di EPOA (European Pride Organisers Association) composto dalle associazioni che organizzano i vari Pride a livello locale, ha assegnato a Torino la realizzazione dell’edizione 2027 della manifestazione europea. In questo senso, allora, non sorprende che la prima conferenza stampa ufficiale di presentazione sia avvenuta questa mattina, con largo anticipo sui tempi della manifestazione, all’interno dell’aula magna dell’istituto comprensivo “Ugo Foscolo”. Era presente una folta delegazione di rappresentanti dell’associazionismo e delle istituzioni, fra loro il sindaco Stefano Lo Russo, gli assessori Chiara Foglietta e Jacopo Rosatelli, la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo e i consiglieri Lorenza Patriarca, Emanuele Busconi, Silvio Viale. Per gli organizzatori era importante dare un primo segnale alle istituzioni e alle realtà che sostengono le comunità #LGBTQIA+ e sfruttare l’occasione per presentare in anteprima il dossier previsionale sulle ricadute economiche, sociali, occupazionali e culturali dell’evento. Dopo i saluti del presidente del Comitato locale, Alessandro Battaglia e di EPOA, Patrick Orth, è salita sul palco Luciana Littizzetto per annunciare che Torino si muove – a bugia – e per leggere una delle sue famose “letterine”, indirizzata a quanti ancora faticano a comprendere la necessità di eliminare ogni discriminazione: gente che ancora trema quando sente pronunciare parole che cominciano con omo o trans, che non salirebbe mai sulla transiberiana e fatica perfino a controllarsi la transaminasi. Che vede propaganda gender anche in un ciclista con la maglia rosa. Littizzetto chiude affermando che lei, è mossa dall’amore, non dall’odio, perché la libertà di scegliere chi amare dovrebbe essere un pilastro della nostra democrazia.

E’ stato poi il sindaco, nel chiudere la serie dei saluti, a ribadire le qualità della nostra città quando arriva il momento di organizzare eventi, capace come poche altre di fare rete e di mettere in campo un’invidiabile capacità organizzativa. Per Lo Russo, in un momento storico difficile, il tema delle libertà rende ancora più necessario il #pride 2027, perché riveste un forte valore politico sul tema dei diritti nel nostro Paese e a livello internazionale. Per questo auspica una Torino modello di città che sappia fare dei diritti civili e sociali la sua cifra caratterizzante.
Marcello Longhin
