Il progetto Corridoi lavorativi è stato al centro dei lavori della seduta del 17 giugno 2026 delle Commissioni Terza e Contrasto fenomeni di intolleranza e razzismo, presieduta da Pierino Crema (PD).
La vicesindaca Michela Favaro ha spiegato che l’iniziativa coinvolge Comune di Torino, Unhcr, Unione Industriali, Diaconia Valdese e altre realtà.
È prevista l’attivazione di percorsi di formazione professionale in favore di rifugiati nei loro Paesi d’origine per poi avviare inserimenti lavorativi in aziende del nostro territorio.
È una buona pratica che auspichiamo possa essere ulteriormente allargata – ha concluso la vicesindaca.
È un modo per valorizzare le competenze e i talenti di rifugiati che altrimenti non potrebbero avere accesso a istruzione e lavoro – ha affermato Massimo Gnone dell’Unhcr – possibile grazie alla Legge 50 del 2023 che ha convertito in legge il “Decreto Cutro”, permettendo di fare entrare in Italia con permesso di lavoro i rifugiati e gli apolidi.
Sono attivi numerosi progetti – ha spiegato Gnone – ad esempio nell’ambito dell’oreficeria e dell’Ict. Sono coinvolte anche aziende molto importanti, come Reale Mutua, che ha assunto sviluppatori arrivati da Uganda e Paesi limitrofi.
Attraverso i Corridoi lavorativi – ha precisato – sono arrivati sinora 55 rifugiati in Italia: 12 a Torino. Su 55 persone soltanto 1 non ha visto rinnovato il proprio contratto di lavoro dopo un anno.
Nel dibattito in Commissione, Luca Pidello (PD) ha ribadito l’importanza della stabilizzazione dei percorsi di lavoro attivati per garantire un futuro dignitoso ai rifugiati e alle loro famiglie.
Dobbiamo essere fieri di questo progetto – ha detto Tiziana Ciampolini (Torino Domani) – che mi auguro diventi una politica stabile.
Lorenza Patriarca (PD) ha chiesto approfondimenti sulla possibile estensione dell’iniziativa; Pietro Abbruzzese (Torino Bellissima) sulle modalità di partecipazione al programma.
Dobbiamo incentivare queste esperienze positive, coinvolgendo anche altre aziende – ha affermato Pierino Crema (PD) – per creare ulteriori opportunità di lavoro, nella legalità.
Torino ancora una volta fa da apripista sul tema dei diritti – ha evidenziato Abdullahi Ahmed (PD), auspicando la prosecuzione del progetto.
L’assessore ai Diritti, Jacopo Rosatelli, ha ringraziato tutte le Istituzioni che collaborano al progetto, a dimostrazione – ha sostenuto – che è possibile una forma di immigrazione regolare, coerente, che può contribuire allo sviluppo economico e sociale e a valorizzare i talenti.
Massimiliano Quirico
