Il dialogo tra le generazioni sui femminismi di ieri e quelli di oggi è il tema centrale del festival Risvolte, presentato nella seduta del 23 luglio 2026 delle Commissioni Diritti e pari opportunità e Quinta, presieduta da Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – DemoS).
Il progetto, come ha spiegato la project manager Claudia Del Monte, è curato da Collettiva Matassa, un gruppo informale, con il supporto della Casa delle Donne Torino, il finanziamento di Compagnia di San Paolo e il patrocinio del Comune di Torino.
Nasce – ha detto – da un impegno collettivo per favorire il passaggio generazionale tra le femministe “storiche” e quelle “nuove”, che ha portato alla creazione di una rete con oltre 20 soggetti attivi sul territorio cittadino per co-progettare il festival, organizzato su tre appuntamenti in tre mesi.
Un evento “a lento rilascio”, per poter affrontare tematiche complesse, che si è sviluppato a Dorado, in Lungo Dora Firenze 37 a Torino, nelle giornate dell’11 aprile, del 23 maggio e del 20 giugno 2026 e che si concluderà a novembre di quest’anno con un momento finale di restituzione.
È un festival femminista – ha affermato Claudia Del Monte – inteso come occasione di attivismo, sia culturale che politico, multidisciplinare e intergenerazionale.
Brigitta de Leonardis ha quindi illustrato i contenuti della manifestazione.
Sono stati attivati “cantieri corali” e conversazioni interattive, laboratori creativi e artistici e, ancora, spettacoli teatrali e performativi, coinvolgendo oltre 40 associazioni e artisti, e allestendo, la sera, dj set con una fruizione partecipata attraverso performance.
Ampio spazio è stato dedicato alle tematiche dell’accessibilità e dell’etica del lavoro, in particolare di quello artistico e culturale.
Le opere realizzate durante i laboratori saranno poi esposte in una mostra finale in programma a novembre, in un luogo ancora da definire.
Oltre 900 persone hanno partecipato complessivamente al festival sinora – ha detto Brigitta de Leonardis.
Un successo – ha spiegato – reso possibile anche grazie alla preziosa collaborazione della Casa delle Donne.
Abbiamo lavorato benissimo insieme. È stato un incontro proficuo con le donne di Collettiva Matassa e siamo loro grate, perché il percorso del femminismo è, appunto, collettivo – hanno affermato Jessica Ferrero e Giovanna Cuminatto della Casa delle Donne Torino.
Nel dibattito in Commissione, Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – DemoS) ha auspicato che l’iniziativa, che lascia molti stimoli per le politiche della Città, possa essere replicata. È un modo di lavorare molto femminile – ha dichiarato – che non lascia nessuna indietro.
Il festival ha confermato che servono accessibilità di linguaggi e spazi terzi – ha detto Tiziana Ciampolini (Torino Domani) – e abbiamo il dovere di sostenere questo percorso.
Mettere insieme generazioni diverse, femminismi diversi, riconoscendo le complessità e i conflitti esistenti è un grande atto di responsabilità – ha affermato Emanuele Busconi (AVS), apprezzando lo sforzo per raggiungere un pubblico ampio, per seminare le idee nella società.
Simone Fissolo (Moderati) ha chiesto informazioni su possibili prossime edizioni del festival e collaborazioni con altre Case delle Donne in Italia.
L’assessore ai Diritti, Jacopo Rosatelli, ha ripercorso la genesi del festival, patrocinato dalla Città di Torino, che ha offerto anche il supporto dell’interpretariato Lis. Ha quindi sottolineato il valore del lavoro svolto a Torino dalle nuove generazioni e dall’Osservatorio sulla salute delle donne e dal Ccvd – Coordinamento contro la violenza sulle donne.
Infine, ha spiegato che i soggetti promotori del festival potrebbero fare domanda per accedere ai fondi comunali dedicati a pari opportunità e contrasto alle discriminazioni per le prossime edizioni della kermesse.
Massimiliano Quirico
