Nel corso della seduta odierna del Consiglio comunale, l’assessora Chiara Foglietta ha risposto all’interpellanza generale della consigliera Federica Scanderebech avente per oggetto: “Ripetuti blackout e interruzioni dell’energia elettrica in città. Stato attuale della rete, investimenti effettuati, manutenzione, piani emergenziali e tutela della popolazione fragile, del commercio e della viabilità”. Nel suo intervento l’assessora ha spiegato di avere richiesto, a seguito degli avvenimenti di maggio, puntuali e precisi aggiornamenti ad Ireti, anche nell’ottica di ottenere maggiore attenzione da parte dell’azienda verso il territorio, soprattutto per migliorare lo stato delle infrastrutture anche per rispondere al maggiore consumo di energia causato dal cambiamento climatico. I vertici di Ireti hanno risposto affermando di avere avviato un progressivo aumento degli investimenti, con un piano industriale che prevede una spesa di 515 milioni di euro sulla rete elettrica della città, nel periodo compreso fra il 2025 e il 2030. Un progetto che dimostra la volontà di migliorare la rete di distribuzione e l’impegno per ridurre al minimo gli impatti e le conseguenze sui cittadini. Rispondendo alle domande poste da Scanderebech nell’interpellanza, Foglietta ha fornito ulteriori dettagli sulle cause dei blackout e sulle modalità d’intervento: l’eccezionale e prolungata ondata di calore di maggio, ha provocato il surriscaldamento dell’asfalto e del terreno sottostante dove sono interrati i cavi di distribuzione di energia elettrica. Il surriscaldamento del terreno danneggia i cavi interrati. Negli stessi giorni, l’utilizzo intensivo degli impianti di climatizzazione ha provocato un aumento del 30% del consumo di energia elettrica. Più si scalda il terreno, minore è la corrente che il cavo può trasportare. Quando aumenta la richiesta di energia elettrica, il cavo finisce per lavorare in condizioni di sovraccarico. Nel ribadire gli impegni presi da Ireti per migliorare il sistema nel suo complesso, Foglietta ha anche precisato che l’azienda è impegnata a garantire la continuità dei servizi sanitari, del trasporto pubblico, degli impianti semaforici e delle strutture pubbliche strategiche, in costante collegamento con la Città, la Prefettura, la Protezione civile, le forze dell’ordine. Particolare attenzione viene prestata alla situazione delle persone fragili, degli anziani e dei soggetti dipendenti da apparecchiature elettromedicali, grazie al tracciamento coordinato con le ASL locali. Infine, gli indennizzi per le attività commerciali danneggiate da prolungate interruzioni dell’energia elettrica prevedono, da normativa nazionale, indennizzi automatici in bolletta, che sono previsti anche per le utenze domestiche. Nella sua replica, la capogruppo di Forza Italia ha insistito sul fatto che i blackout continuano a verificarsi e la città a subire disservizi e disagi. Per Federica Scanderebch non siamo più di fronte ad episodi sporadici, a coincidenze o a un’emergenza temporanea ed è inaccettabile che cittadini, famiglie e attività commerciali ed economiche siano lasciate per ore senza energia elettrica. Se la causa è l’obsolescenza della rete, significa che Torino sta pagando il prezzo di investimenti insufficienti da parte di Ireti. Inoltre, i blackout sembrano riguardare soprattutto la città e non colpiscono con la stessa frequenza i Comuni della prima cintura e, per questo dobbiamo interrogarci su una possibile fragilità strutturale specifica della rete cittadina e su interventi insufficienti ad evitare che Torino si trovi in questa situazione. Per questo, la consigliera chiede investimenti immediati sulla rete, che venga reso pubblico un cronoprogramma degli interventi, che vengano verificati e risarciti tutti i danni subiti dai cittadini e dalle attività economiche.
Dopo la replica di Scanderebech, si è aperto il dibattito in Sala Rossa, che ha visto intervenire numerosi consiglieri di maggioranza e di opposizione.
Mancano le scuse di Iren e Ireti nei confronti di cittadini e commercianti danneggiati – ha detto Giuseppe Catizone (Lega) – che ha poi affermato di non aver capito quale sia il ruolo della Città di Torino nella vicenda e ha proposto una mozione per promuovere l’autosufficienza energetica degli immobili, utilizzando la leva degli oneri di urbanizzazione. Iren e Ireti, che hanno registrato utili record negli ultimi anni, devono investire di più sulle infrastrutture – ha concluso. Enzo Liardo (Fratelli d’Italia) ha denunciato la mancanza di una visione per il futuro di Torino oltre alle promesse disattese dal sindaco Lorusso, che – ha sostenuto il consigliere – aveva annunciato nelle sue linee programmatiche la rigenerazione della città e sottolineato la necessità di realizzare infrastrutture elettriche adeguate. Liardo ha quindi auspicato che l’Amministrazione di occupi presto e con la necessaria attenzione delle reti elettriche della città. La rete elettrica a Torino non funziona e va ricostruita – ha detto Pino Iannò (Torino Libero Pensiero) – chiedendo che le società, partecipate dalla Città, investano gli utili, senza limitarsi a intervenire nelle emergenze, evitando di lasciare quartieri interi senza corrente per diverse ore, con gravi disagi per anziani, persone con disabilità e piccoli commercianti. Il sindaco – ha concluso – è completamente assente e non sappiamo quanto Comune di Torino e Iren intendano investire per risolvere problemi infrastrutturali. Quando i blackout continuano a ripetersi non si tratta di incidenti, ma di un evidente fallimento – ha affermato Domenico Garcea (Forza Italia) – lamentando che la Città non riesca a garantire servizi essenziali, come la corrente elettrica, nonostante i ripetuti allarmi e disagi di residenti e commercianti. Vogliamo risposte – ha detto Garcea – per capire come mai Torino continui a rimanere al buio, nonostante milioni di investimenti fatti dopo i blackout dello scorso anno e bollette sempre più care. Già a giugno del 2025 si era verificata una situazione analoga, definita allora “intollerabile” dal sindaco – ha ricordato Andrea Russi (M5S) – denunciando come la situazione sia ancora peggiorata. La città è allo sbando, la situazione è indegna per Torino – ha detto – chiedendo ristori per cittadini e commercianti, anche quando i blackout sono inferiori alle otto ore, e che la Città pretenda più investimenti a Iren. Servono un Piano per l’estate e ristori rapidi – ha concluso. Claudio Cerrato (PD) ha ringraziato la Giunta per la partecipazione al dibattito in aula e ha ribadito che nessuno ha mai accusato la cittadinanza per i blackout. La Città ha un piano di medio-lungo periodo per ridurre l’utilizzo di energia elettrica e avere una città sempre più efficiente – ha dichiarato – sottolineando però l’esistenza di un problema di infrastrutture e che Iren, azienda privata e quotata in borsa, deve comunque fare di più. La questione è chiara, secondo Silvio Viale (+Europa, Radicali Italiani), che ha annunciato che gli episodi si ripeteranno: il sovraccarico è inevitabile – ha detto – ricordando che i blackout non riguardano solo Torino. Per Viale la rete torinese non è peggiore di altre, ma è necessario imparare a gestire i consumi energetici. Il tema è serio sia per quanto riguarda i disservizi, sia per quanto riguarda i cambiamenti climatici e le mutate esigenze della cittadinanza – ha rimarcato Emanuele Busconi (Sinistra Ecologista) – sottolineando la necessità di indagare sulle cause, oltre che sulla resilienza della rete elettrica, e che l’Amministrazione è riuscita a ottenere importanti investimenti da parte di Iren. Nel 2025 la Città Metropolitana di Torino ha investito 83 milioni di euro in Iren e la Città di Torino ha incassato decine di milioni di euro di dividendi da Iren negli ultimi anni: dobbiamo chiedere più investimenti! Sono pochi 500 milioni di euro di investimenti, a fronte di 6,5 miliardi di euro di ricavi all’anno della società – ha sostenuto Fabrizio Ricca (Lega). Gli ingenti investimenti da parte di Ireti sono frutto della forte pressione politica della Città, ma si tratta di interventi di medio-lungo periodo – ha ribadito Anna Borasi (PD) – sottolineando che sono però in fase di avvio sistemi predittivi per ridurre i tempi di blackout e ringraziando Ireti per il lavoro di sistema e l’assessora Foglietta per il lavoro di monitoraggio e vigilanza. Rispetto a un anno fa non è cambiato nulla. Conosciamo da tempo le criticità e i cittadini si aspettano ora risposte efficaci – ha dichiarato Pierlucio Firrao (Torino Bellissima) – annunciando che il suo Gruppo sta studiando una proposta innovativa per risolvere il problema e dare soluzioni differenti, innovative. Il #Piemonte rispetto ad altre Regioni italiane, si colloca in una situazione favorevole per quanto riguarda le interruzioni di energia elettrica – ha affermato Simone Fissolo (Moderati). Tuttavia, Torino non è preparata culturalmente al grande caldo estivo: storicamente è preparata alla neve – ha sostenuto – evidenziando però come siano già cambiate molte cose e che la Città sta intervenendo con squadre di emergenza, che vanno valorizzate. Caterina Greco (PD) ha evidenziato che Iren è una società per azioni quotata in borsa e deve dare dividendi e realizzare utili e che manca una politica energetica nazionale adeguata. Non facciamo propaganda – ha detto. I #blackout sono il sintomo di una situazione estremamente grave, che riguarda la capacità energetica di Torino – ha denunciato Pietro Abbruzzese (Torino Bellissima), sostenendo che cinquecento milioni di investimento sono una cifra modesta. Occorre maggiore ragionevolezza nell’affrontare tematiche così complesse, secondo Tony Ledda (PD). Stiamo intervenendo in maniera decisiva sulla rete elettrica, sui trasporti e sulla viabilità per affrontare non solo i problemi attuali, ma anche quelli del futuro – ha affermato – ribadendo che Iren farà altri importanti investimenti e che bisogna riflettere sul cambiamento climatico. I blackout ci sono ovunque in Italia e l’azienda interviene prontamente e continuamente in caso di emergenza – ha ribadito Pierino Crema (PD) – invitando a ragionare sulle tipologie di investimenti che vengono programmati. La strada intrapresa è quella giusta – ha concluso. Il tema è serio e complesso e riguarda vita quotidiana e servizi della città – ha evidenziato Amalia Santiangeli (PD) – e va quindi affrontato con equilibrio, senza sottovalutare i disagi e ragionando sul lungo periodo su manutenzione e investimenti, come stanno facendo la Città di Torino e Iren per avere una città più moderna ed elettrificata. La risposta è continuare sulla strada degli investimenti in infrastrutture e manutenzione – ha detto.
Conclusione di dibattito per l’assessora Chiara Foglietta che, nel ringraziare per gli interventi, a fronte di una Sala Rossa poco affollata dai consiglieri di opposizione, ha proposto la convocazione di una commissione apposita, anche con i vertici di Iren e Ireti, con l’auspicio che la minoranza, per l’occasione, sappia presentare richieste precise e puntuali sul tema.
Marcello Longhin – Massimiliano Quirico
