La seicentesca Villa della Regina è uno dei tanti gioielli architettonici, lasciati in eredità dai Savoia. Commissionata dal cardinale Maurizio di Savoia sul modello delle ville romane, dopo anni di degrado, dal 2007 è parte del circuito delle Residenze reali sabaude in Piemonte e patrimonio dell’umanità UNESCO. Quasi naturale che, nel suo magnifico interno, vengano continuamente allestite mostre di carattere culturale. Come QU.EEN, progetto che prevede la realizzazione di mostre personali e un calendario di eventi e attività connesse al tema della rassegna, giunta alla sua seconda edizione che, fino a novembre, si propone di indagare l’anima barocca della Villa. Nell’ambito del progetto, incontri e laboratori che spaziano fra arte cultura e spettacolo, nel quale è inserita la mostra “Anatomie della metamorfosi”, inaugurata questa mattina, con le personali: “Contre-époque/Fuori dal tempo” di Frédérique Nalbandian e “Living Mimesis” di Fabio Viale. Come ha spiegato Filippo Masino, direttore delle Residenze sabaude, la personale di Frédérique Nalbandian propone una selezione di opere che attraversano i temi della memoria, della precarietà e del mutamento della materia e del vivente, con le opere che diventano parte di un processo nel quale la materia può essere conservata, alterata, erosa o lasciata evolvere.
La personale dedicata a Fabio Viale, affronta invece il tema della metamorfosi attraverso il marmo e la sua capacità di assumere l’aspetto di altri materiali. Partendo dalla scultura classica, Viale riporta le sue opere nel presente attraverso linguaggi legati alla cultura popolare, dove il marmo diventa il mezzo per confrontarsi con l’immaginario contemporaneo e con la tensione tra permanenza ed effimero. All’inaugurazione di questa mattina ha partecipato, in rappresentanza della Città, la consigliera comunale Lorenza Patriarca. Nel suo saluto, dopo i ringraziamenti agli organizzatori, la presidente della commissione Cultura, ha rimarcato il valore delle opere esposte. Incentrate sul tema potente della metamorfosi, per Patriarca trovano nei giardini storici e nelle sale della villa la loro naturale estensione, creando un legame indissolubile tra creatività umana e ambiente. Il tema scelto, per la consigliera, è particolarmente calzante in un ambiente come questo, stata residenza reale, cenacolo culturale con l’Accademia dei Solinghi, collegio e poi scuola femminile e ora bene Unesco e luogo della cultura che si intreccia perfettamente con la storia della nostra città. La mostra rimarrà aperta, dal martedì alla domenica, con orario 9,30 – 18, fino al 22 novembre di quest’anno.
La personale dedicata a Fabio Viale, affronta invece il tema della metamorfosi attraverso il marmo e la sua capacità di assumere l’aspetto di altri materiali. Partendo dalla scultura classica, Viale riporta le sue opere nel presente attraverso linguaggi legati alla cultura popolare, dove il marmo diventa il mezzo per confrontarsi con l’immaginario contemporaneo e con la tensione tra permanenza ed effimero. All’inaugurazione di questa mattina ha partecipato, in rappresentanza della Città, la consigliera comunale Lorenza Patriarca. Nel suo saluto, dopo i ringraziamenti agli organizzatori, la presidente della commissione Cultura, ha rimarcato il valore delle opere esposte. Incentrate sul tema potente della metamorfosi, per Patriarca trovano nei giardini storici e nelle sale della villa la loro naturale estensione, creando un legame indissolubile tra creatività umana e ambiente. Il tema scelto, per la consigliera, è particolarmente calzante in un ambiente come questo, stata residenza reale, cenacolo culturale con l’Accademia dei Solinghi, collegio e poi scuola femminile e ora bene Unesco e luogo della cultura che si intreccia perfettamente con la storia della nostra città. La mostra rimarrà aperta, dal martedì alla domenica, con orario 9,30 – 18, fino al 22 novembre di quest’anno.Marcello Longhin
