Ricordati i ferrovieri caduti durante la Resistenza

In questi giorni in cui, come ogni anno, viene celebrata la Resistenza e quanti vi parteciparono a vario modo, non solo salendo in montagna ed imbracciando le armi, a Torino vengono ricordati in più occasioni i lavoratori che, scioperando o sabotando le attività produttive, contribuirono in modo fondamentale alla riuscita dell’insurrezione finale. Fra loro, i ferrovieri torinesi, ricordati questa mattina, presso il deposito di corso Bramante durante una cerimonia organizzata dagli ex lavoratori del Deposito locomotive a cui ha partecipato, in rappresentanza della Città, il presidente della commissione Lavoro, Pierino Crema.

Poco studiata, la partecipazione dei ferrovieri alla lotta di Liberazione è stata comunque caratterizzata da importanti episodi di eroismo e coraggio lungo tutta la Penisola. Se molti decisero di arruolarsi fra i Partigiani non di meno furono quelli che, pur rimanendo sul posto di lavoro, intrapresero azioni di contrasto al nazifascismo. Nel suo intervento, Crema ha ricordato la storia di Carlo Berruti, consigliere comunale eletto nel 1920 con socialista, segretario del sindacato ferrovieri di Torino, fra le vittime della violenza delle camicie nere, nel 1922. Primo di un lungo elenco che macchierà indelebilmente la storia del ventennio fascista. Dopo di lui, furono altri omicidi, licenziamenti di lavoratori non graditi al regime, gli arresti, le persecuzioni, il confino e i molti costretti ad espatriare. Proprio coloro che, ha concluso Crema, nei vent’anni successivi, contribuirono a costruire le basi di quella che nel 1943 diventò la Resistenza.
Marcello Longhin