Quando si parla della trasformazione dell’area Ex Westinghouse non si sta discutendo di un intervento qualsiasi; si tratta di una delle più importanti operazioni urbanistiche della Torino degli ultimi anni, un progetto che avrebbe dovuto rappresentare un simbolo di rigenerazione e sviluppo per la città. Eppure, a distanza di oltre dodici anni dalle prime approvazioni, siamo ancora qui a parlare di ritardi, revisioni, rinvii e incertezze. Durante le recenti comunicazioni fornite dall’Amministrazione in Consiglio Comunale è emersa ancora una volta la difficoltà nel fornire ai cittadini un quadro definitivo sui tempi e sulle prospettive dell’intervento. Una situazione che inevitabilmente alimenta dubbi e perplessità. Nel frattempo Torino continua ad attendere. Attendono i residenti, attendono i commercianti, attendono tutti coloro che da anni sentono parlare di un progetto strategico che però non riesce mai a trovare una concreta realizzazione. La politica ha il dovere di assumersi la responsabilità delle proprie scelte e dei propri risultati. Quando un intervento viene annunciato come fondamentale per il futuro della città, è legittimo che i cittadini pretendano trasparenza, cronoprogrammi certi e spiegazioni puntuali sui ritardi accumulati. Dopo dodici anni non servono nuovi rendering o nuove promesse. Servono fatti. Perché la credibilità delle istituzioni si misura soprattutto sulla capacità di trasformare gli annunci in opere concrete.
Domenico Garcea
Vicecapogruppo Forza Italia
