Alzheimer, un aiuto… dal Cafè

PerdutaMente” è un gruppo di familiari con persone malate di Alzheimer e demenza, audito nella seduta del 4 settembre 2026 della Quarta Commissione, presieduta da Vincenzo Camarda (PD).

Il nostro progetto – ha spiegato Dina Micalella – è nato circa cinque anni fa al Cafè Alzheimer per dare voce a cittadine e cittadini, condividere esperienze e trovare possibili soluzioni per aiutare le famiglie e i loro cari malati.

Spesso – ha detto – non è facile, soprattutto all’inizio, gestire la situazione, ma con i Cafè Alzheimer è possibile offrire risposte e servizi e, soprattutto, occasioni di socializzazione per valorizzare le capacità residue delle persone malate e mantenerle, ritardando l’avanzamento della malattia e migliorando la qualità della vita.

Promuoviamo occasioni di gioia condivisa, ad esempio attraverso musicoterapia e momenti conviviali, anche per dare sollievo ai caregiver – ha affermato.

Sono fondamentali però anche l’aiuto delle Istituzioni – ha aggiunto – e il dialogo con la comunità.

Grazie a un contributo della Regione Piemonte è stato avviato un “Centro Diurno leggero” nel Cafè Alzheimer di via San Pio V 15 bis a Torino, offrendo 18 ore di attività settimanali e triplicando il gruppo di persone partecipanti, organizzando anche “pasti comuni”, gite e laboratori per fare rete e socializzare.

E a luglio e agosto scorsi sono state promosse numerose attività per la rassegna “Estate gioiosa” al Castello di Lucento.

Ci sono però ora difficoltà nel reperire ulteriori finanziamenti e donazioni per dare continuità ai servizi e al lavoro dei professionisti coinvolti – ha denunciato Dina Micalella, chiedendo un riconoscimento dei Cafè Alzheimer e la loro diffusione in tutta l’area metropolitana di Torino e un potenziamento delle cure domiciliari.

Il nostro sogno – ha concluso – è una città davvero inclusiva, che accolga anche questi cittadini “speciali”.

Serve un maggiore impegno delle Istituzioni – ha ribadito Carla Solaro – per offrire un’assistenza continuativa ed efficace.

Nel dibattito in Commissione, Amalia Santiangeli (PD) ha sottolineato l’enorme numero di persone di cui bisogna farsi carico e la necessità di ampliare la rete dei servizi.

Per Ivana Garione (Moderati) non è un problema che riguarda soltanto le associazioni, ma tutta la società ed è fondamentale la collaborazione tra le Istituzioni per migliorare la qualità di vita di malati e caregiver.

Sono problemi invisibili, ma prioritari – ha rimarcato Anna Borasi (PD).

Servono un cambio di paradigma da parte della Regione Piemonte e un incremento di infermieri e personale sanitario – ha dichiarato Pietro Tuttolomondo (PD).

Dobbiamo lavorare per salvaguardare le persone anziane e quelle più fragili – ha evidenziato Ferrante De Benedictis (FDI) – e contrastare solitudine e isolamento, anche attraverso l’assistenza sociale del Comune di Torino.

Dobbiamo individuare spazi per dare continuità alle attività – ha concluso il presidente Vincenzo Camarda (PD) – e compartecipare le responsabilità, creando modelli strutturati e organici, anche in collaborazione con l’Università.

Massimiliano Quirico