Si è svolta questa mattina presso la sala udienze “Garibaldi” della Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti a Torino, la pubblica udienza del giudizio di parificazione del rendiconto generale della Regione Piemonte relativo all’esercizio 2025. L’udienza è stata presieduta da Antonio Attanasio, affiancato dai magistrati relatori Diego Maria Poggi, Massimo Bellin e Andrea Carapellucci, mentre la requisitoria è stata pronunciata dalla Procuratrice regionale Fernanda Fraioli. Tra le autorità presenti, anche Domenico Garcea, Vice Presidente Vicario della Sala Rossa, che ha assistito ai lavori in rappresentanza del Consiglio Comunale. Per la Regione Piemonte sono invece intervenuti nel contraddittorio il Presidente Alberto Cirio e gli assessori regionali..

Dalla relazione dei magistrati contabili è emerso un quadro finanziario che mostra segnali di miglioramento, pur in presenza di rilevanti criticità strutturali. Il risultato di amministrazione per il 2025 presenta un saldo negativo di circa un miliardo di euro, con un recupero di 66 milioni rispetto all’anno precedente, anche se il disavanzo complessivo da riassorbire resta elevato e pari a circa 1,6 miliardi. Sul fronte delle uscite generali, la spesa complessiva per il personale dell’ente si è attestata a circa 179 milioni di euro per 3.151 unità. Restano tuttavia da registrare difficoltà nell’incasso dei tributi propri, con la cancellazione di oltre 110 milioni di euro per inesigibilità legata al “Bollo auto”.
I rilievi più significativi riguardano la spesa sanitaria corrente, in costante aumento: si è passati dai 9,9 miliardi del 2023 ai 10,2 miliardi del 2024, fino a toccare i 10,6 miliardi di euro nel 2025. All’interno di questo comparto, crescono in modo marcato i costi per l’acquisto di beni — passati da 2,187 miliardi nel 2024 a 2,233 miliardi nel 2025 — e per l’acquisto di servizi, che salgono da 4,311 a 4,355 miliardi. Questi ultimi comprendono sia le prestazioni erogate dalla sanità privata accreditata, sia la spesa per il personale dipendente sanitario, incrementata da 3,245 a 3,387 miliardi di euro. L’iter si concluderà con la deliberazione finale del collegio in camera di consiglio.
F.D’A.
