Dopo il confronto con Unione Industriali, prosegue in Commissione Lavoro l’analisi della situazione del comparto automotive. Nella seduta del 28 luglio 2026, presieduta da Pierino Crema (PD), sono intervenuti i sindacati.
In merito allo stabilimento di Torino Mirafiori, Gianni Mannori (Fiom Cgil) ha ribadito che la produzione della Fiat 500 ibrida non è sufficiente e che le prospettive per l’occupazione non sono rosee.
Per questo – ha affermato – da tempo chiediamo un altro modello da produrre in città e investimenti su una nuova linea per raddoppiare la produzione.
Mannori ha quindi denunciato il ritardo dell’arrivo dei nuovi modelli, previsto entro il 2028, poi slittato al 2030.
Il Gruppo Stellantis – ha dichiarato – sta investendo in Nord e Sud America, in Africa, nell’Est Europa e in Spagna, ma non in Italia. Servono nuovi modelli per rilanciare Mirafiori e tutto l’indotto – ha concluso.
Gli impianti a Mirafiori sono in grado di soddisfare le produzioni, ma rimangono fermi oppure utilizzati parzialmente – ha ribadito Igor Albera (Fim Cisl).
C’è anche un problema di fornitura motori che tiene ferme le linee – ha aggiunto. Il 2030 con l’arrivo dei nuovi modelli – ha affermato – è molto lontano: dobbiamo arrivarci vivi, operativi, facendo lavorare l’impianto!
Serve un modello in più a Mirafiori, che al momento non sembra previsto dall’azienda – ha evidenziato Albera.
Potremmo produrre sulla piattaforma di Mirafiori la nuova Citroen 2Cv, rendendo più efficiente la linea esistente, senza grandi investimenti, sfruttando la migliore ingegneria del Gruppo Stellantis: quella di Torino – ha dichiarato Sergio Di Ruzza (Uilm Uil).
Occorre investire e riqualificare lo stabilimento di Mirafiori – ha sottolineato Di Ruzza – per fare in modo che Torino continui a rimanere la città dell’auto, anche sviluppando le tecnologie legate all’energia sostenibile.
Ci sono realtà dell’indotto che sono chiuse e altre che si stanno spegnendo – ha aggiunto Vincenzina Pepe (Uilm Uil), sollecitando un maggiore coinvolgimento delle aziende del territorio.
Non bastano più parole e annunci, ma servono fabbriche che producono – ha rimarcato Tania Basso (Fismic Confsal). Non possiamo rincorrere sempre le crisi – ha detto – ma dobbiamo prevenirle, anche attraverso la formazione di lavoratori e lavoratrici, per favorire la loro ricollocazione.
Stellantis fa troppi annunci – ha ribadito Ciro Marino (Ugl Metalmeccanici) – e intanto a Mirafiori c’è una desertificazione che fa paura: lo stabilimento è in abbandono e non capiamo quali progetti abbia l’azienda. La città deve farsi sentire: il turismo non basta. Mirafiori rischia di essere un grande cattedrale senza più fedeli – ha concluso Marino.
C’è un processo di de-industrializzazione che va avanti da troppi anni e non riguarda soltanto Torino, ma tutta l’Italia – ha affermato Fabrizio Amante (Aqcf). Occorre unità di intenti tra sindacati e tra Comune, Regione e Governo: rischiamo di perdere il 50% della forza lavoro entro il 2030, anche solo per motivi anagrafici – ha annunciato.
Nel dibattito in Commissione, Emanuele Busconi (AVS) si è detto preoccupato per la mancanza di novità, per un quadro che rimane fermo. Abbiamo sempre assecondato Stellantis e tenuto posizioni che non hanno guardato al futuro – ha detto. Ora la Città di Torino deve pretendere un piano industriale da Stellantis – ha affermato.
Il Comune da solo non basta: occorre un intervento di Regione e Governo, che hanno competenza in materia di politiche industriali – ha dichiarato Valentino Magazzù (PD). Turismo e aerospazio sono importanti, ma non sufficienti per il rilancio di Torino – ha aggiunto.
Luca Pidello (PD) ha chiesto approfondimenti sui ritardi nella fornitura dei motori a Mirafiori. Ha poi sottolineato la necessità di sfruttare al meglio le migliaia di metri quadrati non utilizzati da Stellantis.
La prospettiva del 2030 è troppo lontana: vorrei confrontami con il sindaco Lo Russo in Commissione e in aula – ha chiesto Andrea Russi (M5S), sollecitando maggiore chiarezza e un intervento in prima persona del sindaco, affinché inviti formalmente Stellantis a un confronto concreto sulla situazione di Mirafiori e dell’indotto.
Mirafiori e l’auto sono in crisi da tempo, anche se il numero delle vetture vendute sta risalendo – ha evidenziato Silvio Viale (+Europa, Radicali Italiani).
Dobbiamo continuare a tenere alta l’attenzione su produzione industriale e manifatturiera a Torino, pur nella consapevolezza degli strumenti limitati a disposizione dell’Amministrazione – ha dichiarato Claudio Cerrato (PD). La città non è in declino economico – ha detto – ma dobbiamo tutelare i settori in sviluppo, come l’aerospazio, continuando però a puntare sull’automotive.
Torino deve puntare prima sull’automotive e poi sul turismo – ha sostenuto Domenico Garcea (Forza Italia), proponendo però anche l’alternativa di installare piccoli reattori nucleari in città.
Il presidente Pierino Crema (PD) ha annunciato la convocazione di una riunione di Terza Commissione, in seduta congiunta con la Seconda, sull’analisi delle aree industriali nel Piano Regolatore, a partire da Mirafiori.
Torino deve continuare a mantenere vivi i settori industriale e manifatturiero, sostenendo l’indotto – ha concluso.
La vicesindaca Michela Favaro ha ribadito che l’automotive è tra le priorità della Città e che l’attenzione è massima. Raccogliamo il grido d’allarme delle organizzazioni sindacali, con la richiesta di maggiori investimenti di Stellantis a Mirafiori – ha affermato. La Città – ha aggiunto – sta facendo la propria parte e sta lavorando per attrarre in città investimenti che non portino solo finanza, ma anche industria.
Massimiliano Quirico
